LONDRA (Agi) – E’ morto Gianluca Vialli, l’ex centravanti di Sampdoria e Juventus ora capo delegazione degli Azzurri aveva 58 anni e da cinque anni era in cura per un cancro al pancreas. L’ex calciatore era ricoverato a Londra.

Vialli, che tra il 1985 e il 1992 ha totalizzato 59 presenze e 16 reti nella Nazionale, prendendo parte a due Mondiali (Messico 1986 e Italia 1990) e un Europeo (Germania Ovest 1988), pochi giorni fa aveva annunciato alla FIGC la sua assenza da capo delegazione dell’Italia (incarico assunto nel novembre 2019 al posto di Gigi Riva) in vista delle gare del 2023 valide per le qualificazioni all’Europeo 2024.
“Al termine di una lunga e difficoltosa ‘trattativa’ con il mio meraviglioso team di oncologi ho deciso di sospendere, spero in modo temporaneo, i miei impegni professionali presenti e futuri”, aveva comunicato Vialli il 14 dicembre scorso, annunciando il ritiro temporaneo per motivi di salute. “L’obiettivo – spiegava – è quello di utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia, in modo da essere in grado al più presto di affrontare nuove avventure e condividerle con tutti voi. Un abbraccio”.
La morte è stata confermata dalla famiglia di Vialli con una nota.
“Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli – fanno sapere -. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori”.
Ad Alessandro Cattelan che lo aveva intervistato lo scorso marzo, Vialli si era lasciato andare ad alcune confessioni: “Io ho paura di morire. Non so quando si spegnera’ la luce che cosa ci sara’ dall’altra parte. Ma in un certo senso sono anche eccitato dal poterlo scoprire. Mi rendo anche conto che il concetto della morte serve per capire e apprezzare la vita”.
Ecco, quell’abbraccio misto a lacrime con il suo amico di sempre nonche’ compagno di campo, il ct Roberto Mancini, a suggellare il successo della Nazionale agli ultimi Europei, e’ stato uno di quei momenti di un’intensita’ commovente, per cui davvero vale la pena vivere.









