di Giacomo Martini
ROMA – Questo pomeriggio sarei stato tra gli spettatori al Teatro Vascello di Roma per vedere ancora una volta Glauco Mauri nell’allestimento di un testo di Oscar Wilde, “De profundis”, ma il grande attore è scomparso durante la notte, alla vigilia del suo 94esimo compleanno. Il grande interprete del teatro italiano, nato a Pesaro nel 1930, avrebbe festeggiato l’ingresso nei 94 il primo ottobre.

Allievo giovanissimo, nel 1949, della prestigiosa Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico, nella Capitale, Mauri si è dimostrato fin da subito interprete di alta statura, protagonista di capolavori della letteratura, specialmente russi.
Volitivo al punto da farsi lui stesso creatore di compagnie: nel 1961 la Compagnia dei quattro con Valeria Moriconi ,Franco Enriquez, Emanuele Luzzati, poi Mario Scaccia; nel 1981 la Mauri-Sturno, con Roberto Sturno, attore cui fu legato da un lungo sodalizio artistico. Sofocle, Shakespeare, Moliere, Goethe, Cechov, Pirandello, Brecht e autori contemporanei, fra cui Beckett, Muller, Mamet, Schmitt, Shaffer: Mauri è stato anche protagonista di tanta televisione, non disdegnando, accanto alle commedie e alle tragedie classiche, di comparire nei primi sceneggiati della tv italiana, a partire dall’inizio delle trasmissioni, nel 1954. La sua voce potente divenne un tratto distintivo, quando il teatro si propagava anche attraverso i microfoni di Radio Rai.
Nel cinema lo si ricorda in «La Cina è vicina» di Marco Bellocchio, «Ecce bombo» di Nanni Moretti. Pronto a prestare volto a uno spettacolo a tutto tondo, colto e popolare, raffinato o televisivo. Cento anime in una sola, affascinante incarnazione.
La scomparsa di Mauri vede il ricordo di amici, attori come Alessandro Gassmann che condivide un suo personale ricordo: «Ho avuto la fortuna giovanissimo di recitare con Glauco Mauri. Una persona dolce, generosa, un uomo di teatro instancabile, l’ultimo testimone di un mondo teatrale che scompare. Grazie Maestro e buon viaggio».
«Arrivederci dolce e gentile Vania… Arrivederci Glauco, mi hai insegnato il sorriso, la disponibilità, la via calma per la profondità – il commosso messaggio di Monica Guerritore – Hai sostenuto il mio spettacolo più complesso su Oriana Fallaci, mi hai dato fiducia. Di tutto questo ti sono sempre stata grata… ora riabbracci Roberto» (Roberto Sturno, ndr).
Scandito da ricordi il messaggio del Teatro Argentina, lo Stabile di Roma: «Lo aspettavamo ancora sul palcoscenico, ma Glauco Mauri se n’è andato. Un grande attore che ha segnato la storia, protagonista sul palco dell’Argentina fin dai tempi di Enriquez, con cui aveva fondato la Compagnia dei Quattro stato capace di dare voce ai classici come ai contemporanei, lasciando un segno profondo, che on sarà dimenticato».









