PISTOIA – Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla giovane donna brutalmente aggredita, torturata e quasi annegata a Pescia per aver rifiutato un approccio sessuale.
Ha detto “no” e ha rischiato di morire, se non fosse intervenuto un passante.
Siamo sempre più indignate nel contare le donne uccise, molestate, picchiate, stuprate!
L’arresto del colpevole accusato di tortura e violenza sessuale, non può bastare.
Siamo stufe di non avere soluzioni e risposte adeguate rispetto a un fenomeno costante e sempre più strutturale.
Stufe di contare le vittime di questa cultura sessista e del possesso che considera il corpo delle donne qualcosa di cui disporre e il loro rifiuto un affronto da punire.
Il maschilismo e la cultura patriarcale non hanno confini, troppo facile strumentalizzare in chiave razzista l’accaduto, quando è bene ricordare che oltre il 70% delle violenze è compiuta da maschi italiani, per lo più tra le mura domestiche.
Servono prevenzione, educazione e risorse: la sicurezza delle donne non può essere affidata alla fortuna di incontrare qualcuno disposto a intervenire.
È necessario un cambiamento radicale a partire dall’educazione degli uomini al rispetto della libertà e dell’autodeterminazione femminile, come è urgente un piano formativo per tutti gli attori che intervengono nell’accogliere denunce, segnalazioni, nei processi, nella narrazione mediatica.
Vogliamo una società nella quale nessuna donna debba rischiare la vita per aver esercitato la propria libertà e il proprio diritto ad autodeterminarsi.
Coordinamento Donne CGIL e SPI CGIL Prato Pistoia










