di Riccardo Trallori
PISTOIA – Non sono mai stato abituato a sottrarmi di fronte alle responsabilità e alle scelte e non intendo iniziare oggi.
Inutile che racconti nuovamente la storia che ho già raccontato più volte.
Il sottoscritto, e parte di chi lo aveva sostenuto alle elezioni regionali, aveva avanzato la proposta di primarie quando aveva ancora più senso farle, per promuovere un processo democratico e partecipato. In quel frangente, all’inizio di dicembre scorso, la maggioranza dei componenti della coalizione e del gruppo dirigente PD affermò invece che vi era la necessità di individuare una figura unitaria senza ricorrere allo strumento delle primarie.
A quel punto, lealmente, mi sono messo in cammino per provare a dare una mano alla persona che sarebbe stata candidata al ruolo di sindaco o sindaca. Invece, dopo, è successo di tutto: chi chiedeva le primarie improvvisamente non le voleva più, chi non le aveva mai volute le chiedeva.
In ogni modo, credo sia poco edificante proseguire il dibattito pubblico su responsabilità e capacità con cui il gruppo dirigente e la coalizione hanno gestito il percorso fino a oggi. Verrà il momento del confronto interno, ma non può essere ora.
L’unità e la coesione del centrosinistra sono l’elemento necessario, ma non sufficiente, per poter tornare alla guida della nostra città. Occorre mettere al centro Pistoia, restituendole la possibilità di sognare “in grande” e ricostruirsi una propria identità. Se fossi stato candidato alle primarie avrei focalizzato l’attenzione su questi aspetti e avrei lavorato “per” e non “contro”. Però non sono candidato, e non posso esserlo ormai, perché la professione che ho intrapreso merita tempo e totale dedizione.
Le primarie, comunque, ora sono realtà e puntano a tenere insieme tutta la coalizione di centrosinistra. Per questo devono essere colte come assoluta opportunità.
Tra i candidati emersi sosterrò Giovanni Capecchi. Ma se vincerà Stefania Nesi, che è persona seria e capace, la sosterrò nella successiva campagna elettorale per vincere le elezioni contro il centrodestra.
Dovendo scegliere, in questa fase, ritengo però che la figura di Giovanni Capecchi sia migliore: ha maturato una maggiore esperienza amministrativa e si è confrontato con contesti diversi sia in campo istituzionale che culturale, arricchendo il proprio bagaglio. Penso che tanta parte della nostra città lo riconosca da tempo come figura autorevole. Infine, credo sia più conosciuto a Pistoia e, pertanto, più competitivo per le “secondarie”: le elezioni vere.
Perché la vera sfida è battere la destra. Non dovremmo mai dimenticarlo.










