mercoledì, Settembre 9, 2026

Economia pistoiese fra tradizione e sfide del futuro

di Marcello Paris

PISTOIA – Economia pistoiese: un tema affrontato in un seminario nella sede Confindustria Toscana Nord organizzato in collaborazione con il Rotary club Montecatini Marino Marini, presieduto dall’imprenditrice Sala Ghieri, alla presenza del Governatore del Distretto Rotary Nello Mari.

A parlarne, insieme con il presidente di Confindustria Daniele Matteini e il responsabile del Centro Studi Renzo Vettori, c’erano i professori universitari di politica economica e economia aziendale dell’Università di Firenze Vincenzo Zarone e Giorgio Ricchiuti.

E’ stata una riflessione e disamina attenta ai cambiamento intervenuti nel territorio pistoiese negli ultimi venti anni le novità, non sempre positive, negli avvicendamenti dell’imprenditoria e della produzione.

Un momento del convegno

I cambiamenti più importanti in negativo si sono avuti nel mobile, calzaturiero, tessile e pelletteria mentre la meccanica e la carta hanno avuto, ed hanno, buoni risultati. Va de se che il settore dei vivai gode di una vita molto particolare che ha sempre retto meglio le, sfide e le difficoltà del tempo.

In particolare i due docenti hanno messo in risalto come l’economia globalizzata abbia messo in crisi molte delle produzioni locali per la difficoltà legate al costo del lavoro e la scarsa produttività. Questi problemi sono legati acnhe alle dimensioni aziendali, spesso a carattere familiare, di piccole dimensioni che non hanno potuto, o non hanno saputo, stare al passo con il cambiamento tecnologico con poca digitalizzazione. Spesso in queste aziende è mancato un paino di successione che trasmettesse i valori d’impresa ai successori preparando il ricambio generazionale. Così molti giovani hanno preferito sfruttare la rendita degli investimenti fatti dai genitori e non dedicarsi in pieno all’azienda creando una frattura tecnologica alle loro imprese. Insomma non sempre piccolo e bello.

Comunque le cose stanno cambiando anche grazie alla maggiore scolarizzazione degli imprenditori motivati a recuperare il gap tecnologico e con questo fette di mercato attraverso una maggiore propensione al rischio d’impresa e migliori strategie di vendita.

Per la presidente Rotary Ghieri, ottimisticamente,  fare l’imprenditore è il lavoro più bello del mondo e dice che “non c’è delusione, freno o ostacolo che possa impedirci di continuare a svolgere il nostro lavoro  che è quello realizzare crescita, lavoro e reddito, base di ogni coesione sociale”.

Daniele Matteini ha sostenuto di volere rendere merito al passato senza timore di puntare sull’innovazione, digitalizzazione e formazione.

Purtroppo, ha detto rivolto alla platea di imprenditori, condivido la vostra preoccupazione per la carenza di personale su cui gli industriali devono fare i conti ogni giorno.

Una nota amare perché, ha detto ancora, i contratti di lavoro prevedono una serie di diritti che legati alla retribuzione dovrebbero attrarre il lavoratore. Evidentemente, ha concluso Matteini, la leva economica da sola non basta più ma va anche superata una certa resistenza verso il lavoro nell’industria cosa che noi cerchiamo di fare spesso attraverso le scuole incontrando i ragazzi per mostrare cosa significa impiegarsi in un’azienda nel 2023. Poi rivolto ai Rotary li ha esortati a dare una mano attraverso la politica verso i giovani da loro stessi perseguita.

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