mercoledì, Settembre 9, 2026

Elena Cattaneo ai Dialoghi: le domande della scienza e la politica

di Guendalina Ferri

PISTOIA – “Quello che mi piace della scienza è che tortura le tue domande e non ti dà pace”.

Esordisce così Elena Cattaneo, nella sua conversazione con Andrea Grignolio nell’ambito dei Dialoghi sull’Uomo.

Oggetto del dialogo tra la scienziata, senatrice a vita, e lo storico della medicina è il metodo della scienza. E non solo: anche il ruolo della scienza nella vita pubblica, una riflessione diventata centrale dopo gli ultimi mesi, segnati dalla pandemia.

Un primo piano di Elena Cattaneo (foto di Giovanni Fedi)

E dunque, secondo Cattaneo, il metodo scientifico è bello perché “ti chiede di non innamorarti troppo delle tue domande”, e di imparare ad accettare il fallimento per poter tornare a fare nuove ipotesi. Una sorta di lezione di autodisciplina, che ha come principale obiettivo una maggiore comprensione, una più profonda conoscenza.

“Prima di pensare alla scienza in termini di risultati, dovremmo vederla come uno strumento per conoscere, capire: senza scienza l’uomo deraglia, può diventare pericoloso per gli altri uomini. La conoscenza ci serve per riconoscerci, per oggettivare le nostre conversazioni e, così, disinnescare la paura del nuovo e del diverso” prosegue Cattaneo.

Un discorso che si può applicare anche alla questione dei no vax e di chi mette in dubbio l’efficacia del vaccino, in questi tempi: cosa può fare la scienza, di fronte a uno scetticismo e a un rifiuto di questo tipo?

In realtà Grignolio si sofferma su uno spunto interessante: quello del cosiddetto “bias del ritorno di fiamma”, come fu chiamato nell’esperimento che lo portò alla luce, all’interno di uno studio apparso alcuni anni fa su una rivista di medicina.

“Furono presi alcuni genitori che erano contrari ai vaccini: a questi furono mostrati i dati scientifici sull’incidenza di certe malattie, foto di bambini malati che erano quasi morti per non essersi vaccinati, e ancora le testimonianze di mamme e papà che avevano portato i propri figli al pronto soccorso nella notte” spiega Grignolio. Il risultato dell’esperimento mostrò che non solo i genitori protagonisti non erano stati convinti dell’efficacia del vaccino, ma anzi: erano ancora più infervorati nel dirsi contrari. “Utilizzare informazioni correttive e confrontarsi con la scienza non solo non convince, ma tende a portare al risultato opposto”.

Un problema, in un mondo nel quale il tema dei vaccini è diventato particolarmente fondamentale nell’arco di pochi mesi. “Nel 2013, quando Napolitano nominò Elena Cattaneo senatrice a vita, sembrava una scelta eccentrica – prosegue lo storico della medicina. – Oggi abbiamo capito l’importanza della scienza nella vita pubblica”.

Cattaneo è dunque una figura emblematica per questo rapporto tra politica e scienza, con il suo ruolo pubblico e la sua voce forte nel campo della scienza. Ma è un rapporto tormentato, problematico.

“Da una parte la scienza è disabituata a entrare nello spazio pubblico, a rendersi disponibile – spiega, in conclusione al suo intervento. – Dall’altro la politica, troppo spesso, vede la scienza come un jukebox: una macchinetta alla quale chiedere la musica desiderata, e solo quella desiderata, per poi staccare la spina e spegnere tutto se per caso parte una musica diversa”.

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