PISTOIA – Sono trascorsi quattro anni da quando Elettra ci ha lasciati. Non c’è stato giorno in cui non sia mancata agli allievi e agli amici. È però presente e viva nel ricordo grazie ai suoi numerosi studi, messi a disposizione con la liberalità e la modestia che l’ha sempre contraddistinta.

È stato scritto per altri, ma anche per Elettra possiamo dire che si fosse data come regola quella di essere presente ma di non apparire mai! I suoi scritti e i suoi studi hanno attraversato indenni un certo disinteresse cittadino e sono ora patrimonio di tutti come Elettra ha sempre voluto. Didatta appassionata e devota agli allievi, Elettra ha costruito con i suoi insegnamenti e i suoi scavi documentari un tessuto scientifico, ma anche di affetto, che accompagna e unisce, ora che non c’è più, una messe di conoscenze e riflessioni storiche alle quali era sotteso il suo vastissimo patrimonio di cultura.
Il tratto toscano, scanzonato e malinconico, legato fino alla fine alle sue radici livornesi, l’ha segnata profondamente e ci rimane nelle parole dei suoi racconti e forse ora, può guardarli finalmente, come lei stessa scrisse, come chi guarda “il suo lavoro con negli occhi la luce di una soddisfazione assoluta”.
Un ricordo ancora vivo quello della Prof Giaconi, appassionata all’arte ed agli studi umanistici e soprattutto al loro tramandamento. Ha regalato a tantissimi ragazzi, me compreso, ore ed ore del suo tempo perché potessimo conoscere ed approfondire la cultura umanistica ed il latino, da lei tanto amato. Ricordo ancora quando le feci leggere la Tesi di laurea; in quell’occasione mi disse: “ricorda che ogni bene culturale, materiale o immateriale che sia, è una testimonianza di chi ci ha preceduti e noi dobbiamo fare lo stesso per chi verrà, lasciar loro qualcosa del nostro sapere e delle nostre riflessioni”. Non scorderò mai questo precetto, un do ut des tra passato e presente, tra presente e futuro. In effetti era l’unica cosa che chiedeva in cambio delle sue ore e della sua passione: insegnava perchè sapessimo e sapevamo perché ce lo insegnava.
Francesco Pelagalli, consigliere comunale FdI










