mercoledì, Settembre 9, 2026

Elezioni 2022. Dall’area progressista proposta di accordo con qualche distinguo

PISTOIA – Serietà, affidabilità, ecocompatibilità: sono i principi che tengono insieme l’accordo politico tra Sinistra civica ecologista, Movimento 5 stelle, Possibile e Europa Verde, ovvero il campo progressista. Porte chiuse a Italia Civica e Azione che nelle settimane scorse avevano escluso accordi di governo con il M5s e i partiti della sinistra.

Gli esponenti dei partiti dell’area progressista

Un bel problema per il Pd che allo stato delle cose vede impraticabile la strada per fare filotto (Pd, Area progressista, Italia Viva-Azione).

I promotori parlano di “documento denso di contenuti” per “ affrontare uniti la fase decisiva della formazione di una coalizione progressista e dare un’impronta significativa alla campagna elettorale che porterà all’elezione del nuovo sindaco di Pistoia e del Consiglio comunale”, ma da quello che si è potuto capire dalla conferenza stampa convocata nella saletta “Vettori” del Comune, al momento si tratta di enunciazioni di principio ancora tutte da declinare e fissa alcuni (pochi) paletti scarsamente definiti e alcuni solo apparentemente condivisi, anche perché – hanno annunciato -, il documento sarà reso pubblico nei prossimi giorni. Vedremo.

Questo percorso comune è stato presentato da Nicola Maglione per il Movimento 5 Stelle, Edoardo Ottaviano per Possibile, Mattia Nesti per Sinistra Civica Ecologista (movimento politico sostenuto a Pistoia anche da Articolo Uno e Sinistra Italiana) e Fabrizio Geri per i Verdi – Europa Verde.

Nicola Maglione

Nicola Maglione ha parlato di ampia convergenza sui temi fondamentali per risolvere le criticità e assicurare alla città uno sviluppo ecocompatibile moderno.

“Una proposta – ha aggiunto Maglione – aperta a tutte le forze e movimenti civici che si riconoscono nel nostro programma”.

Occorre cambiare passo, occorre una svolta con un programma serio e definito, ha spiegato Edoardo Ottaviano, che avvicini di nuovo le persone alle istituzioni, un programma che proponga idee innovative. Anche Ottaviano ha parlato di modello economico sostenibile che coinvolga il mondo del volontariato e che abbia la sanità al centro dell’azione di governo.

Mattia Nesti

Uno sviluppo sostenibile che porti fuori la città dalla palude in cui è stata cacciata da un’Amministrazione che non si è dimostrata all’altezza, ha affermato Mattia Nesti: “Per questo è necessario mettere in campo un’alternativa costruita su programmi condivisi”.

L’accordo tra i quattro partiti non si limita al territorio cittadino con le sue immediate periferie, ha spiegato Fabrizio Geri, ma pensa all’intero comune, alle sue colline e alla montagna dove occorre portare i servizi che adesso non hanno; se si ogliono ripopolare quei territori, ma anche le campagne, è necessario incentivare questo processo aiutando giovani e famiglie, come del resto accade in città a noi vicine.

Con queste premesse è iniziato il confronto con il Pd sui programmi e sul tavolo della discussione, come sempre avviene, ognuno deve cedere qualcosa. Questo raggruppamento “progressista” come si definisce, ha nel programma punti non negoziabili?

Risposte vaghe. Nesti ha parlato di principi di fondo assicurando che “ci confronteremo con gli altri per trovare un accordo: noi siamo disponibili. Il problema sono le forze di centro che non vogliono il confronto”.

Si parla di massima attenzione al recupero delle risorse e di promesse non campate in aria ma sulle questioni precise occorre attendere il programma, eppure ci sono due questioni strategiche per il futuro della città: le Ville Sbertoli e l’area del Ceppo ormai colpevolmente compromessa per visioni di lunga gittata.

Maglione ha spiegato che quando intervengono più attori non si può prescindere dalle esigenze della proprietà e non “si può dire oggi cosa potremo fare domani”, quasi come se ogni intervento di modifica delle previsioni su Ville e Ceppo non dovesse passare dal Consiglio comunale a cui spetta l’approvazione delle varianti urbanistiche.

Nesti non ha aggirato l’ostacol, andando al nocciolo del problema: “Quello che non si dovrebbe fare è delegare la programmazione ad altri soggetti, quindi occorrerà rimettere mano agli accordi con la Regione. Ma, più in generale, dovremo avere una progettualità all’altezza dei bisogni, soprattutto adesso che stanno per arrivare i soldi del Pnrr”.

Fabrizio Geri

Più esplicito Geri che ha riportato il tema ai suoi contenuti di fondo: “La Regione deve recuperare 18 milioni per coprire parte dei costi della scellerata costruzione dell’ospedale San Jacopo. Alle Ville si potevano realizzare residenze per le malattie polmonari e restituire il parco all’uso pubblico, una operazione di livello nazionale utile, ma non remunerativa; Al Ceppo poteva essere realizzato un Campus universitario spostando alcune scuole superiori. Con l’ospedale l’area del Ceppo aveva un potere di attrazione per la città, spostato l’ospedale la città si è impoverita e adesso dobbiamo riempirla di nuove funzioni”.

La convergenza rimane ampia nel giudizio sulla Giunta Tomasi.

“Ha mancato gli impegni presi con i cittadini- dicono all’unisono – sia per ciò che riguarda gli impianti sportivi, che le politiche per il commercio e la sicurezza, cavalli di battaglia della destra in campagna elettorale, ma soprattutto è stata incapace di indicare e perseguire scelte in grado di dare un futuro alla città, che appare oggi senza prospettive e relegata ai margini dell’area metropolitana”.

Più in generale, il campo progressista si immagina una città che rifiuta le operazioni di greenwashing (attraverso il greenwashing l’impresa mira a conseguire un posizionamento incentrato sulla sostenibilità ambientale e, dunque, ad ottenere i benefici da esso derivanti, in termini di immagine e quindi anche di fatturato, senza che vi corrisponda un modo di operare sostanzialmente diverso da quello dei concorrenti, ndr) e assume la trasformazione ecologica del modello di sviluppo come bussola anche delle politiche urbanistiche, della mobilità e degli investimenti. Ma si vuole anche un Comune politicamente impegnato nell’estensione dei diritti del lavoro sicuro, stabile e adeguatamente retribuito e considera l’estensione sul territorio dei servizi pubblici socio-sanitari ed educativi come la priorità dei prossimi anni.
Ed è una città pubblica, perché la ricostruzione dopo il Covid e con il Pnrr ha bisogno di un’amministrazione comunale capace di progettare e di mettere al primo posto gli interessi pubblici e collettivi senza essere subalterna alle pressioni di lobbies e all’intreccio di grandi e piccoli interessi privati”.

Nel corso della conferenza stampa è stata affrontata anche la questione delle primarie per la scelta del candidato a sindaco. Gli esponenti delle quattro forze politiche hanno ribadito che è prematuro parlare di nomi quando ancora non è definito il perimetro della coalizione e che per ora il confronto è sui temi. Ma p stato anche detto che non è con le prove di forza o una conta interna che ci si candida a guidare la città. Per avere credibilità serve una candidatura in cui tutti possano riconoscersi, credibile, di cambiamento e che rappresenti non gli apparati di partito ma le migliori energie civiche della città.

Un identikit assai lontano da quello disegnato dal Pd che ormai la candidata ce l’ha già: Federica Fratoni, la consigliera regionale che ha iniziato la propria personale campagna elettorale da subito dopo le elezioni regionali. Alla fine probabilmente sarà lei a rappresentare il centro sinistra alle prossime elezioni, se non altro per mancanza di candidati alternativi che nemmeno la cosiddetta società civile riesce a mettere in campo, ma qualche partito ha già fatto sapere che in quel caso si ritirerebbe dalla coalizione.

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