di Andrea Mori
PRATO – Anche Alessio Laschi, capolista di Alleanza Verdi e Sinistra a Prato, corre per il Consiglio regionale della Toscana. Di seguito ecco le sue risposte alle stesse domande che abbiamo rivolto anche agli altri principali candidati.

Laschi, se viene eletto in Regione, su cosa vuole concentrare il suo impegno con maggiore determinazione per il territorio di Prato e quali risultati concreti spera di raggiungere?
Se eletto in Regione, mi impegnerò con determinazione per sostenere il distretto tessile di Prato, cuore economico e sociale del nostro territorio. Servono agevolazioni mirate per le aziende che scelgono di investire nella qualità, nella tracciabilità e nella sostenibilità, ad esempio attraverso le certificazioni GRS (Global Recycled Standard). Solo così potremo migliorare le condizioni di lavoro e rafforzare la competitività del distretto. Le imprese, da sole, non ce la possono fare: la Regione deve essere al loro fianco con politiche industriali, formazione professionale e incentivi concreti per innovazione e transizione ecologica.
La sanità resta il tema più sentito dai cittadini. Cos’è secondo lei che oggi funziona male e quali azioni concrete proporrebbe per migliorare l’organizzazione territoriale?
La sanità resta un tema centrale, e credo che oggi il vero problema sia che troppe risorse vengono spostate verso il privato, mentre la sanità pubblica dovrebbe restare il pilastro fondamentale. Non possiamo accettare un sistema in cui si cura bene solo chi ha soldi.
Le case della salute rappresentano una svolta importante, perché portano i servizi sanitari vicino ai cittadini e alleggeriscono la pressione sugli ospedali. Peccato che siano partite in ritardo rispetto alla costruzione di nuovi ospedali. Nella provincia di Prato siamo ancora indietro: a Montemurlo stiamo finalmente realizzando la nostra Casa della Salute, e qualcosa di simile si sta muovendo anche in Vallata. Bisogna insistere su questo modello, potenziando la medicina territoriale e investendo su personale, strutture e tecnologie, perché la salute deve essere un diritto di tutti, non un privilegio per pochi.
Prato deve affrontare diverse sfide legate alla sicurezza, dai reati sul territorio – sia contro la persona che economici – alla sicurezza sul lavoro e ai rischi ambientali come alluvioni e frane. Cosa farebbe per tutelare maggiormente l’incolumità e il patrimonio dei cittadini?
La sicurezza va affrontata in modo ampio, partendo dal rischio idrogeologico: serve modificare la legge regionale sul taglio dei boschi, ormai obsoleta. Dobbiamo puntare sulla forestazione urbana e sulla cura delle colline, oltre a dire un deciso no alla cementificazione di nuove aree vergini. La tutela del territorio è anche tutela della sicurezza dei cittadini. Sul fronte della sicurezza urbana, è importante potenziare la presenza delle forze dell’ordine, ma ancora di più parlare ai giovani, che spesso si sentono abbandonati e senza punti di riferimento (come dimostrano anche i recenti episodi di Vernio). Propongo di creare buoni per attività sportive e ricreative, tariffe agevolate per piscine, palestre e attività culturali, oltre ad un fondo comunale annuale per garantire l’accesso a chi ha un reddito basso. Investire nei giovani significa investire in una comunità più sicura e solidale.
Come intende sostenere l’occupazione giovanile e non, migliorare le condizioni lavorative, promuovere eventi culturali e manifestazioni per valorizzare le risorse locali, e allo stesso tempo affrontare le criticità della viabilità e del trasporto pubblico per rendere Prato una città più viva e organizzata?
Per rendere Prato una città più viva e organizzata serve una visione complessiva. Sul lavoro, dobbiamo sostenere l’occupazione giovanile e la qualità del lavoro attraverso formazione, incentivi per le imprese che assumono e valorizzano le competenze, oltre a progetti di riqualificazione professionale. Il tessile resta centrale, ma non può essere l’unico motore economico: serve il coraggio di diversificare, puntando anche su cultura, turismo, artigianato e innovazione verde. Sul piano sociale e culturale, voglio promuovere eventi e manifestazioni che valorizzino le risorse locali, perché cultura e partecipazione significano anche coesione e sicurezza. Per quanto riguarda la viabilità, oggi la Vallata è troppo isolata e la Statale 325 non basta più a garantire collegamenti efficienti. Nella piana, invece, il traffico è al collasso. Per questo serve investire seriamente in trasporto pubblico moderno e creare una rete continua di piste ciclabili che colleghi i vari comuni. Solo così potremo avere una Prato più sostenibile, accessibile e vivibile per tutti.










