di Andrea Mori
PRATO – Fratelli d’Italia ha scelto Chiara La Porta come capolista a Prato per le elezioni del Consiglio regionale della Toscana. Ecco come ha risposto alle nostre domande.

Onorevole, se eletta in Regione, su cosa vuole concentrare il suo impegno con maggiore determinazione per il territorio di Prato e quali risultati concreti spera di raggiungere?
Sono tanti i temi importanti per il nostro territorio da portare avanti in Regione, dalla formazione di qualità, alle infrastrutture, fino al potenziamento della sanità territoriale. In un’unica sintesi, ogni istanza è traducibile nel portare la voce di Prato, forte, in Consiglio regionale. Ovvero ciò che non è stato fatto finora.
La sanità resta il tema più sentito dai cittadini. Cos’è secondo lei che oggi funziona male e quali azioni concrete proporrebbe per migliorare l’organizzazione territoriale?
Serve il potenziamento della sanità territoriale. La realizzazione di strutture per le cure intermedie è stata fallimentare. La necessità reale invece è quella di costruirle velocemente e, contemporaneamente, allargare il più possibile le convenzioni con le strutture già esistenti, per permettere lo smaltimento delle liste d’attesa garantendo servizi ai cittadini. Far nascere strutture che ancora mancano da un lato e incrementare le convenzioni dall’altro, è una soluzione organizzata per un sistema in affanno com’è quello toscano.
Prato deve affrontare diverse sfide legate alla sicurezza, dai reati sul territorio – sia contro la persona che economici – alla sicurezza sul lavoro e ai rischi ambientali come alluvioni e frane. Cosa farebbe per tutelare maggiormente l’incolumità e il patrimonio dei cittadini?
Continuerei a fare quello che sto facendo da Roma, intanto denunciando le svariate realtà caratterizzate da insicurezza, ingiustizia e illegalità che il nostro territorio è costretto a subire, sollecitando coloro che hanno la competenza di intervento, dal governo nazionale, quelli regionale e locale. Serve vigilare con serietà, smettendo di ignorare i problemi, girandosi dall’altra parte come avvenuto, per esempio, con la mafia cinese. L’attenzione costante per il nostro territorio è una priorità politica.
Come intende sostenere l’occupazione giovanile e non, migliorare le condizioni lavorative, promuovere eventi culturali e manifestazioni per valorizzare le risorse locali, e allo stesso tempo affrontare le criticità della viabilità e del trasporto pubblico per rendere Prato una città più viva e organizzata?
L’occupazione giovanile si sostiene, prima di tutto, investendo sulla formazione di qualità. Il nostro distretto ha necessità di personale, ma non riesce a trovarlo perché, soprattutto la Regione Toscana – che ha la delega proprio alla formazione –, non ha investito né abbastanza né in modo efficace. Intendo quindi sostenere l’occupazione, prima di tutto, puntando ad agevolare percorsi formativi specializzati per la grande domanda che c’è.
Per quanto riguarda la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e, quindi, una promozione turistica adeguata, siamo molto indietro nonostante le grandi bellezze che il nostro territorio vanta. Firenze vicina è sempre stata vissuta come un’ombra e mai come opportunità da sfruttare, ad esempio coinvolgendo delle guide che propongano percorsi che facciano conoscere i nostri musei che, invece, rimangono spesso fuori dai circuiti. Un’altra attrattiva da promuovere sono i nostri prodotti tipici, dalla mortadella di Prato, al vino di Carmignano, una possibilità che intercetta quindi anche un turismo enogastronomico per aumentare così la platea di visitatori.
Prato ha bisogno di una politica che abbia visione e che la metta al centro, così come necessita di infrastrutture efficienti, non certo di tramvie che la colleghino a Campi Bisenzio come proposto dal presidente uscente Eugenio Giani. Prato vuole fatti e non promesse: penso, su tutto, alle alternative alla 325.
Deve finire il tempo dei cittadini presi in giro.










