mercoledì, Settembre 9, 2026

Elezioni. Partita doppia: tra e dentro le coalizioni

di Nicola Cariglia*

Nicola Cariglia

A questo punto della campagna elettorale, ovvero a tre settimane dal voto, una cosa sola appare sicura. Ancora una volta, l’idea di dotare l’Italia di un sistema bipolare ha fatto fiasco. A destra una alleanza c’è. Ma ogni giorno appare più chiaro che è tenuta in piedi dalla aspettativa di un maggiore bottino in seggi, che i tre partiti si divideranno tra quelli eletti con il sistema maggioritario. Ma intanto il limite della sopportazione tra Meloni e Salvini è sempre più vicino: quanto più la prima avrebbe bisogno di abbassare i toni per conquistare l’elettorato moderato, tanto più il secondo cavalca temi dirompenti: quello sempreverde degli immigrati, Russia, imposte, pensioni. Il terzo incomodo, Berlusconi, sornione, aspetta l’esito del voto e, intanto si barcamena.

Sul versante opposto, la coalizione nemmeno c’è.

Il PD, dopo la rottura con Calenda, o, secondo la tesi opposta, provocando la rottura con Calenda, si è circondato di alleati rispettabili quanto privi di peso elettorale. Ma, per sfortuna di Letta, l’immagine di questo accrocchio è maggiormente legata al duo Fratoianni-Bonelli che alla leader di +Europa, Emma Bonino. Come a dire che si intende raschiare il barile ormai svuotato della sinistra
delle parole e del non fare piuttosto che a quello della ragionevolezza e delle cose
possibili. In altre parole, guardare a Oriente piuttosto che all’Europa e all’Occidente.

Comunque vadano le cose, la partita avrà un secondo tempo che si disputerà dopo il voto
del 25 settembre. Perché a seconda del risultato che avranno altri due protagonisti, i
5Stelle di Conte e il Terzo Polo di Calenda e Renzi, non è detto che dalle urne esca la
possibilità di un governo di centrodestra: ovvero, di un centrodestra capace di durare e di
governare. E il PD avrà modo di misurare la miopia della sua campagna elettorale, basata
tutta sulla teoria farlocca del “voto utile”. Utile a che e a chi? Con il 20/22% di voti, di fronte ad un centrodestra dato a più del doppio, come si fa a dare a bere che ogni singolo voto sottratto alla coalizione con Fratoianni e Bonelli potrà determinare la vittoria del fascismo? E perché, questa martellante campagna prende di mira solo il Terzo Polo e non anche i 5Selle e Conte? Calenda e Renzi potranno pure restare antipatici alla classe dirigente, alla nomenclatura, dei democratici. Ma non si può essere tanto miopi da non accorgersi che si stanno rivolgendo ad un elettorato e sollevano temi, che il PD non può ignorare. Quale è il terreno politico che il PD vuole coltivare nel prossimo futuro? Punta ad allearsi nuovamente con Conte e i 5 Stelle? Sarebbe, questa, la più infausta delle decisioni, in linea con tutti gli stratagemmi che dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, hanno impedito di fare i conti con la propria storia e dare vita anche in Italia ad una forza progressista moderna: se non al pari, almeno simile alle grandi socialdemocrazie europee.

* direttore www.pensalibero.it

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