di Andrea Mori
PRATO – È evidente come Aldo Milone, ex assessore alla sicurezza durante la giunta di Roberto Cenni e uscito pochi mesi fa da Forza Italia per la questione massoneria (https://www.reportpistoia.com/aldo-milone-forza-italia-massoneria-e-il-caso-cocci/), sia un po’ una spina nel fianco per l’area politica che guarda a destra.

Non è un mistero che in diversi tra gli iscritti ai grandi partiti, e forse anche tra le figure operative, considerino “lo sceriffo” come qualcuno che dà troppo fiato alla bocca, mettendo così a rischio il gioco di squadra.
Milone, con uno dei suoi ultimi post su Facebook, sembra infatti avere provocato qualche malumore. Un post nel quale ha criticato apertamente il fatto che Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega si siano riuniti da soli per scrivere il programma senza coinvolgere nessuna lista civica, tra cui la sua: Prato Libera e Sicura.
Milone, ha fatto arrabbiare qualcuno?
Io non credo di aver fatto arrabbiare nessuno. Loro (i tre maggiori partiti: Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega ndr.) hanno fatto una scelta che non trovo condivisibile. Tra l’altro si tratta di una scelta che mi porta a pensare che non abbiano neanche capito l’esito delle elezioni regionali e la situazione in cui ci troviamo.
In quale situazione vi trovate?
In una città come Prato, dove per la nostra area politica è da sempre difficile vincere, dobbiamo sperare di portare il centrosinistra al ballottaggio. Anche perché molti elettori, a giudicare da come sono andate le regionali, pare non si siano interessati al caso Bugetti. Considerato questo, occorre cominciare la campagna elettorale unendo tutte quelle anime che non condividono un progetto di sinistra e di centrosinistra. Ci vuole una riunione alla quale vengano invitati tutti.
Perché questo invito non c’è stato?
Non lo so. Però le posso dire che ieri ho ricevuto diverse telefonate, anche da persone della nostra parte politica, le quali mi hanno chiesto chi avesse autorizzato questa linea.
C’è chi sostiene che lei non riesca a fare gioco di squadra e che questo renda difficile una collaborazione.
Come già ho detto più volte, io sono inviso al centrodestra: nonostante capisca il discorso del gioco di squadra, io non riesco a far finta di nulla, perché non voglio prendere in giro i cittadini. Non a caso ho contestato a qualche esponente lo stesso controllo di vicinato, per esempio.
Su quali temi non è disposto a scendere a compromessi?
Sulla sicurezza, sui valori della trasparenza. E poi cerchiamo un candidato non targato, della società civile e che abbia una certa credibilità in città. Fratelli d’Italia è forte, ma da solo non va da nessuna parte.
È quindi un matrimonio destinato a non farsi, quello tra la sua lista e i tre partiti?
Non lo so. Intanto, adesso, vorrei riunire le altre liste civiche. Ne ho parlato anche con Cenni. Comunque io ho lanciato un messaggio chiaro: se voi credete di partire da soli e non aprire un’assemblea a tutti quelli che vogliono un cambiamento reale, non si va (tutti) da nessuna parte.
Nei giorni della polemica sulla massoneria – legata al caso Cocci – lei è stato molto netto, tanto da uscire da Forza Italia. Si alleerebbe quindi con chi non fa dichiarare ai propri candidati l’appartenenza a una loggia?
Se un partito decide che non occorre che i suoi candidati facciano una dichiarazione del genere, per me non costituisce un impedimento all’alleanza, è una questione interna loro. Per me era un problema quando anche io ero interno. Mi dispiace però che ci sia questa mentalità, perché visto il momento delicato sul tema, se viene fuori dopo che uno appartiene è peggio: sembra che ci sia qualcosa di losco.
Se andaste divisi, quanto perderebbe la coalizione senza la sua lista?
Se si vanno a vedere i voti, ho sempre abbondantemente superato il 2% con la mia lista, quindi penso di poter far comodo. Bisogna renderci conto che, per andare al ballottaggio, anche solo conquistare dieci voti è importantissimo. E sì, parlo di ballottaggio, perché vincere al primo turno è solo un’utopia.



