PISTOIA – “Nei giorni scorsi ho comunicato al segretario provinciale del PD la mia intenzione di non ricandidarmi alle prossime elezioni regionali e quindi di non chiedere nessuna deroga semmai ce ne fosse stata la necessità.

Una decisione maturata negli ultimi mesi per ragioni di ordine squisitamente politico.
Sappiamo da tempo che, con la candidatura di Tomasi, l’appuntamento di ottobre rappresenta per la nostra città l’avvio di una lunga campagna elettorale, che ci porterà nella primavera del prossimo anno a scegliere il nuovo sindaco.
In questi ultimi anni il centrosinistra pistoiese ha intrapreso, insieme alle altre forze di opposizione, la strada di una faticosa ma proficua ricostruzione di un’alternativa al governo della destra cittadina.
Adesso per riconquistare il consenso perduto nelle tornate amministrative precedenti, credo sia giunto il momento di aprire da subito una fase nuova e coraggiosa, in grado non solo di “rinnovare”, ma soprattutto di “innovare” contenuti e linguaggio, interpretando anche attraverso una classe dirigente rigenerata il cambiamento in atto, le transizioni e le trasformazioni, che, coinvolgendo tuƫti gli ambiti sociali ed economici della nostra comunità, non possono essere elusi proprio dalla politica.
Le mutazioni non sono mai né semplici né indolori, soprattutto se necessarie per scardinare schemi vetusti e riconfigurare assetti consolidati. Ed è giusto, per questo motivo, lasciare spazio a esperienze nuove, in grado di guardare oltre e parlare soprattutto a quella generazione di giovani delusi e disillusi, che si sentono perennemente in panchina e che
non vedono ascoltate le loro istanze intorno a una prospettiva per il futuro.
Oggi abbiamo una grande opportunità, ovvero quella di offrire loro un segnale concreto, mettendo in campo la candidatura di Bernard Dika. Bernard è molto giovane, ma già esperto conoscitore del territorio e della macchina regionale.
Su delega di Eugenio Giani ha profondamente rivisto e rilanciato il progetto “GiovaniSi” con risultati davvero straordinari. La sua storia di vita, il suo percorso formativo parlano di accoglienza e inclusione e, in una comunità, la nostra, nella quale Bernard ha potuto crescere e affermarsi attraverso le sue capacità.
Per questo motivo faccio volentieri un passo di lato, certa che il Pd saprà cogliere questa opzione e fare di Bernard il proprio portabandiera.
Personalmente torno con piacere al mio lavoro, certo con qualche anno in più, ma profondamente arricchita grazie alle straordinarie esperienze che il partito e gli elettori mi hanno consentito di vivere. Sono davvero grata alle tante persone che hanno accompagnato in questi lunghi anni la mia fantastica avventura.
L’ultimo pensiero, affettuoso e commosso, va agli amici che mi hanno lasciata
lungo il cammino ma che continuano a vivere nei miei ricordi più cari”.
Federica Fratoni, consigliera regionale Pd










Basta che non diventi il candidato sindaco della città perché se no rimane la destra.