di Elisabetta Branchetti
PISTOIA – Emanuele Iervolino, classe 1996, nasce come ballerino all’età di 4 anni quasi per caso, grazie alla madre, appassionata di danza da sempre. Negli anni studia danze standard, danze caraibiche, danze latine e danze urbane specializzandosi negli stili Locking, Popping, Electric Boogie, MJ Style e New Style.

Quando è nata la passione per la danza?
La passione effettiva è nata qualche anno dopo, più o meno all’età di 7 anni con il primo approccio alle competizioni di danze latine. Da lì aumentarono le ore di allenamento e di lezioni private.
Quale percorso di studi hai fatto?
Molti e diversificati, per importanza vorrei citare solo alcuni degli insegnanti che mi hanno lasciato qualcosa di significativo, tra questi Maurizio Meoni di Pistoia per le danze standard, Margherita Cecchi e John Ortiz per le danze urbane e Riccardo Bonaretti per le danze latine e caraibiche, quest’ultimo mi ha aperto le porte allo studio con grandissimi professionisti internazionali come Carolyn Smith, Alberto Pregnolato, Emanuele Soldi, Maurizio Ghigiarelli.
Oltre ad essere un ballerino sei anche insegnante?
Sono anche insegnante di danza qualificato MIDAS e a breve maestro professionista ASC di danze latine, caraibiche e HipHop. A questo proposito non posso non nominare le scuole in cui insegno che mi hanno dato grande fiducia e tutt’oggi sono punti cardine del mio lavoro, tra questi Rise Up Musical Academy di Serena Carradori, The Best Dance Sarzana di Fabio Modica e Tinna Hoffmann (miei ex insegnanti e grandi amici) e infine un progetto a cui tengo molto: Officina Delle Opportunità che consente in via del tutto gratuita ai ragazzi che ne fanno richiesta a corsi di tutti tipi, dalla Danza alla musica dal vivo.

Qual è il tuo approccio con il teatro?
Essendo stato competitore e campione italiano di danze latino americane fino all’età di 25 anni ho dovuto osservare il teatro da lontano per molto tempo, da qualche anno da questa parte le esperienze di palco sono aumentate partecipando a casting per musical importanti ma sfociati tutti in uno spettacolo tutto mio dal nome The Joker. Tale spettacolo è un one man show in cui mi sono messo alla prova al 110% cantando, recitando e danzando, lo spettacolo è una riflessione sulle maschere che ci mettiamo ogni giorno e quasi una risposta alla domanda “chi è l’uomo dietro la maschera?”. È un progetto che porto con me da almeno 5 anni e che ha preso forma piano piano a dimostrazione di come le grandi soddisfazioni della vita arrivino gradualmente. A breve ci saranno novità a riguardo.
Ti abbiamo visto su Rai 1 a Ballando on the road raccontaci la tua esperienza.
L’esperienza di Ballando è stata incredibile, l’idea di essere selezionato in mezzo a migliaia di persone che si sono presentate alle audizioni, le parole dei giudici, l’accoglienza riservata al mio Joker, è stato tutto bellissimo nonostante non abbia passato il turno, un’esperienza che vorrò ripetere senza dubbio in futuro, ci sto lavorando su.

Quale sogno vorresti realizzare a breve?
I sogni sono il tema fondante di tutti coloro che fanno il mio lavoro: il più grande che ho non è un segreto: riuscire a portare il mio Joker in giro per l’Italia nei teatri più grandi del paese, più che altro far crescere il progetto Joker che non si esaurisce con questo spettacolo ma arriveranno nel giro di po’ di tempo delle novità a riguardo, nel frattempo riuscire ad essere comunque presente nella vita dei miei allievi e dei progetti che ho scelto in questi anni, credo che sarebbe il connubio perfetto tra sogno e realtà di cui avrò bisogno nelle mia vita.









