mercoledì, Settembre 9, 2026

Energia, Spampani: “Costi troppo alti per il Terziario”

PISTOIA – “I mercati si sono stabilizzati, ma per le nostre imprese i conti non tornano ancora e la situazione pre-Covid resta un obiettivo distante”.

È con queste parole che Gianluca Spampani, Presidente di Confcommercio, commenta i dati emersi dal nuovo Rapporto Energia diffuso dalla Confederazione nazionale. L’analisi mette in luce una situazione in chiaroscuro: se da un lato sembrano terminati i picchi speculativi che hanno agitato i mercati negli ultimi due anni, dall’altro il conto finale per le aziende del terziario resta decisamente più salato rispetto al periodo pre-pandemia, con l’elettricità che segna un +29% e il gas addirittura un +70%.

“Leggere questi dati ci impone una riflessione profonda, perché non stiamo parlando di semplici statistiche, ma della vita quotidiana del nostro tessuto economico”, spiega il Presidente, entrando nel merito delle ricadute locali. “Significa che siamo entrati in una fase dove l’energia non è più una commodity accessibile come un tempo, ma una voce di bilancio pesante che erode costantemente la redditività. Per un negozio di vicinato, un ristorante o un’attività di servizi del nostro territorio, subire rincari strutturali di questa portata vuol dire avere meno ossigeno per respirare e meno risorse per crescere”.

L’impatto di questa rigidità dei costi – aggiunge Spampani– sulle strategie aziendali a medio termine, è notevole. “Il rischio concreto è quello di un freno agli investimenti. Se i costi fissi restano così elevati, si riduce drasticamente lo spazio di manovra per l’innovazione, per la riqualificazione dei locali o per l’assunzione di nuovo personale. Le nostre imprese hanno dimostrato finora una resilienza straordinaria, adattandosi e spesso riducendo i consumi, ma l’efficientamento da solo non basta se la materia prima e gli oneri accessori continuano a pesare in modo così sproporzionato rispetto al fatturato”.

Guardando al futuro, Confcommercio ribadisce la necessità di non abbassare la guardia e di lavorare su soluzioni che vadano oltre la logica del tampone momentaneo. “È il momento di intervenire sulle leve strutturali, a partire da una revisione seria degli oneri di sistema che gravano sulle bollette. Le imprese del territorio chiedono soprattutto certezze: serve un quadro normativo ed economico che garantisca stabilità nel lungo periodo. Solo riducendo questo differenziale di costo rispetto al passato potremo permettere al nostro sistema imprenditoriale di recuperare piena competitività e di guardare ai prossimi anni con rinnovata fiducia”.

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