di Marta Evangelisti*
BOLOGNA – La denuncia dei sindacati sulla crisi senza precedenti della manifattura in Appennino conferma ciò che sosteniamo da tempo: dopo vent’anni di politiche regionali fallimentari, la montagna è al collasso. A parole la Regione si dice vicina alla montagna, ma nei fatti le politiche di sostegno sono irrisorie: la sanità è depotenziata, si chiudono i punti nascita e molte donne sono costrette a partorire in emergenza. Le infrastrutture sono in condizioni di forte criticità, tra lavori infiniti sulla rete ferroviaria e continui disagi, chiusure e deviazioni sulle strade montane. Se mancano servizi essenziali, è impensabile creare economia e ripopolare l’Appennino.
Questa situazione drammatica senza ombra di dubbi dimostra la necessità di un vero piano di rilancio per le aree montane. Per questo sollecitiamo con forza la scelta primaria della bretella Reno-Setta come opera da realizzare subito, in quanto è un collegamento strategico per lo sviluppo dell’Appennino, e chiediamo a livello regionale misure fiscali concrete come il credito d’imposta per ridurre l’Irap a favore delle imprese che operano in montagna.
Inoltre, occorre tornare ad investire sulla sanità in montagna riaprendo i punti nascita. Solo così si può fermare lo spopolamento, sostenere il lavoro e restituire un futuro ai nostri territori.
Capogruppo Fratelli d’Italia
Regione Emilia Romagna









