di Antonella Cotti*
PISTOIA – La compartecipazione del Comune di Pistoia alla iniziativa dei Provita&Famiglia, è inopportuna, inaccettabile e divisiva perché a nostro avviso si avvalorano e si legittimano toni e stili da crociata, parole fanatiche e posizioni estremiste che caratterizzano questa associazione. Libertà di opinione, certo. Ma una istituzione che rappresenta tutti e tutte non può prendere parte a iniziative che feriscono e dividono. Chiediamo al Sindaco di prendere le distanze dalle posizioni oscurantiste, complottiste ed antiscientifiche espresse da questa associazione sull’interruzione volontaria di gravidanza, sulle comunità Lgbtqia+ , sulla educazione, nelle scuole di ogni ordine, alla affettività, alle relazioni ed al rispetto delle differenze.

Nello specifico questa iniziativa “Guida pratica per fermare la propaganda gender dentro ( e fuori) le scuole” è incentrata nella “difesa” dei propri figli dalla “ideologia gender”, facendo credere ai genitori che con l’educazione alla affettività e al rispetto delle differenze si avvierebbero i e le bambin* a una sessualità perversa, si insegnerà ai bambini a essere bambine, e alle bambine a essere bambini, e agli uni e alle altre a “diventare” omosessuali, secondo i dettami della propaganda gender.
La paura e il disgusto rappresentano, come spiega la filosofa Martha Nussbaum (Disgusto e Umanità) “la cinghia di trasmissione argomentativa che produce, di volta in volta (ma di solito tutti insieme), xenofobia, razzismo, antisemitismo, misoginia, omofobia, transfobia”. E le argomentazioni propagandate dai Pro vita fanno proprio perno su paure e bugie.
In una società che ha ancora rigurgiti patriarcali, sessisti, omofobi e transfobici, in cui le donne muoiono per mano di chi dice di amarle, in cui a uomini e donne vengono assegnati ruoli identitari, spiegati come naturali e perpetui, crediamo invece che sia quanto mai opportuno e giusto che la scuola educhi al rispetto delle differenze, al rispetto di se stess*, in una costante opera di destrutturazione di stereotipi e pregiudizi.
Nel 2012 il libro “Piccolo Uovo” ha vinto il premio Andersen, ma è finito comunque nella lista di proscrizione ed è stato allontanato da alcune biblioteche scolastiche (Venezia docet). Piccolo uovo non vuole nascere perché non sa dove andrà a finire. Parte allora per un viaggio che lo porterà a conoscere i più diversi tipi di famiglia e raccontare come ognuna di queste possa essere un luogo meraviglioso in cui crescere. Se lo sapesse Hans Christian, che con la sua Sirenetta ha creato una meravigliosa favola per un amore sofferto e impossibile: quello che provava per il giovane Edvard Collins.
Per i Pro vita, questi libri sono un indottrinamento ideologico e dunque vanno occultati. Per noi Donne Dem sono ricchezza , conoscenza e comprensione. La vera forza di una comunità si misura nella capacità di accogliere e rispettare le diversità, non di dividerla con messaggi di odio e ignoranza.
*Portavoce provinciale Donne Democratiche Pistoia









