mercoledì, Settembre 9, 2026

Fabrizio Gifuni vince il premio “Elio Petri” al Festival di Porretta

di Giacomo Martini

PORRETTA TERME – Anche quest’anno, dopo il premio del 2021 conferito al regista Alfonso Cuarón, il Festival del Cinema di Porretta ha deciso di assegnare il premio speciale Elio Petri ad un personaggio cinematografico di prestigio. 

La scelta della giuria ha premiato Fabrizio Gifuni, attore e regista italiano, vincitore del David di Donatello al miglior attore non protagonista per “Il capitale umano” (2014) e recente protagonista della serie “Esterno notte” di Marco Bellocchio.

Fabrizio Gifuni

Questa la motivazione: “La straordinaria capacità di Fabrizio Gifuni nel confrontarsi con tutti i grandi personaggi e le più importanti situazioni del Novecento è alla base della sua straordinaria carriera come attore.

Da Aldo Moro a Franco Basaglia, da Alcide De Gasperi all’economista illuminato di “La meglio gioventù”, Gifuni ha saputo con i suoi personaggi raccontare contraddizioni e sentimenti delle generazioni del secondo dopoguerra.

A teatro, poi, ha saputo portare sulla scena Pier Paolo Pasolini e Aldo Moro con grande intensità, senza rinunciare a partecipazioni straordinarie importanti come in “Il capitale umano” di Paolo Virzì e senza rinunciare a importanti sperimentazioni come quelle nelle quali è stato diretto da Giuseppe Bertolucci e da Franco Battiato”.

Quest’anno verrà assegnato anche un ulteriore premio speciale dedicato ad Elio Petri, destinato allo studioso di cinema Jean Gili, e membro della giuria. 

“Questo premio speciale è dedicato ad un grande saggista e storico del cinema, Jean Gili, che, oltre ad aver avuto una funzione critica essenziale nell’individuare, già dal 1974, con la pubblicazione di un libro – intervista di valore fondante, un percorso critico nuovo ed approfondito su Elio Petri, ha, negli anni, scritto senza sosta su di lui e curato, con la devozione dovuta a un amico troppo presto perduto, la raccolta degli scritti, in Italia e in Francia.

Ma, al di là di questo legame di sentire amoroso con Elio, la grandezza di Jean, signore di antico garbo e assoluta generosità, consiste anche nell’essere, da sempre, il grande ambasciatore in Francia del cinema italiano, avendo dedicato ad esso la maggior parte del suo magistrale lavoro di storico e di organizzatore culturale, interpretando un ruolo intellettuale nobilmente accademico ma al tempo stesso giovanilmente appassionato.”

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