PISTOIA – Un’azienda agricola moderna che punta sull’eccellenza dei propri prodotti e guarda con fiducia al futuro, ma con un occhio sempre rivolto alla tradizione, al territorio, alla natura e alla sostenibilità.
La Fattoria di Celle, sulle colline di Santomato, è ormai una realtà consolidata nel panorama vitivinicolo pistoiese e non solo: già conosciuta a livello internazionale per il suo parco che ospita una preziosa collezione di arte ambientale, la proprietà di Celle include vigneti e oliveti che si estendono per molti ettari sul versante meridionale della collina, “arrampicandosi” fino al limitare dei boschi dell’Acquerino.

Terreni che appartenevano alla Villa già da prima che, negli anni Settanta del secolo scorso, Giuliano Gori e la sua famiglia acquisissero l’intera proprietà e la rendessero un originale punto di incontro tra natura, paesaggio e arte contemporanea, decidendo di portare avanti, in parallelo ad altre attività, la produzione di vino e olio che da decenni caratterizzava già la fattoria annessa alla Villa.
Ne è scaturita un’azienda agricola moderna ma capace di mantenersi “fedele” all’antica tradizione mezzadrile e contadina di queste aree rurali, in particolare nei metodi di coltivazione di vigne e olivi, di selezione delle materie prime, di rispetto dei cicli naturali e biologici e nel processo produttivo di vino e olio, che mira a ottenere un prodotto finale di alta qualità.
Anche per questo la Fattoria di Celle è diventata presidio Slow Food e il prossimo anno otterrà la certificazione di azienda biologica, a testimonianza di una grande attenzione verso la naturalità dei prodotti, dalla loro coltivazione senza uso di pesticidi al loro commercio attraverso canali selezionati e capaci di valorizzare al meglio le eccellenze locali.

“A Celle arte e natura convivono insieme e in armonia, non solo grazie all’arte ambientale del nostro parco – spiega Stefania Gori, coordinatrice dell’azienda – ma anche con le produzioni che offrono gli olivi e la vigna della Fattoria.
Io stessa rappresento un po’ questo incontro tra i due mondi: la mia formazione è quella di storica dell’arte, ma da anni mi occupo della gestione e della supervisione dell’azienda agricola, e uno dei miei interessi principali sta diventando quello di mantenere, curare e preservare questo patrimonio agricolo, anche alla luce dei mutamenti imposti dal cambiamento climatico. Ho imparato da mio padre questo profondo rispetto nei confronti della natura, di cui noi tutti dobbiamo essere custodi, per poterla conservare e tramandare alle generazioni future; da qui la cura della nostra vigna, piccola ma efficiente, e degli olivi, quasi quattromila, alcuni dei quali centenari.
Il tutto senza stravolgere il paesaggio rurale della collina, anzi cercando di tutelarlo e mantenerlo come una nostra ricchezza: per esempio, gli olivi sono coltivati sparsi nei campi e a distanza di otto metri l’uno dall’altro, come nell’antica tradizione mezzadrile”.

Dagli olivi della Fattoria viene prodotto un olio “tradizionale”, una miscela o blend dei tre oli frantoio, leccino e moraiolo; dalla vigna nascono tre vini, i rossi “Fattoria di Celle” (Chianti Docg) e “Il Cardinale” (Merlot e Syrah) e il rosato “Pina” (Rosato e Sangiovese).
“Dietro ogni bottiglia di vino e di olio c’è una storia da raccontare – aggiunge l’agronomo Ugo Damerini – ci sono fatica e impegno, ci sono tradizione e innovazione, c’è soprattutto la volontà di dare vita a un prodotto che rappresenti al meglio il nostro territorio. Puntando tutto sull’alta qualità: oggi la sfida principale per aziende vitivinicole a conduzione familiare o di dimensioni medio-piccole come la nostra è il rispetto dei cicli naturali e biologici dei prodotti per tutta la durata della filiera, a partire dalla coltivazione di viti e olivi con metodi naturali e senza l’uso di pesticidi o insetticidi chimici.
L’agricoltura bio, che spesso viene vista un po’ come una moda, è in realtà un ritorno al passato e alle coltivazioni secondo princìpi naturali: rappresenta uno sforzo non da poco, che pretende cura e attenzione costanti durante tutte le fasi del processo produttivo. La qualità si vede poi nel prodotto finale e ci dà un vantaggio sulle grandi aziende: il nostro motto è più piccolo e più sano, meglio ottenere qualche bottiglia in meno che risparmiare a scapito della qualità e della naturalità del prodotto”.

“Questa sfida per il futuro, però, può essere vinta solo se noi piccole aziende locali ci uniamo e facciamo rete – sottolinea Stefania – come stiamo cercando di fare con gli appuntamenti itineranti della rassegna L’urlo del vino.
Fare rete significa infatti avere la possibilità di condividere strumenti e macchinari da lavoro i cui costi sarebbero insostenibili per una sola azienda; significa promuovere e valorizzare presso il pubblico e presso il mondo della ristorazione le proprie produzioni, nel rispetto delle specificità e delle eccellenze di ciascuna azienda; significa infine condividere la stessa consapevolezza e la stessa visione sulle comuni sfide che ci attendono.
Sarebbe un vantaggio per tutti: se ognuno di noi resta immobile nella cura gelosa del proprio orticello, o se peggio ancora ci mettiamo a fare concorrenza tra di noi, affrontare il futuro con ottimismo diventa assai difficile. Mi batto per una rete più grande, aperta a tutti, che possa avere dei punti di riferimento comuni, come il frantoio di Santomoro che sta svolgendo un ottimo lavoro. Nella collaborazione non c’è scontro, ma aiuto”.
La Fattoria di Celle mira inoltre a consolidare l’affermato binomio tra arte e natura attraverso l’organizzazione di visite guidate al parco e alla collezione di arte contemporanea che siano accompagnate da degustazioni a tema enologico.

“Credo molto a questo tipo di turismo enogastronomico, che viene da lontano ma sta conoscendo una fase di grande sviluppo da quando è terminata la pandemia, segno del crescente interesse del pubblico verso prodotti naturali, del territorio e di qualità. Noi come Villa di Celle dobbiamo gestire centinaia di richieste che ogni anno ci arrivano da tutto il mondo per la visita alla collezione d’arte di Giuliano Gori; e mio padre ha sempre voluto che tali visite fossero gratuite, perché l’arte è una passione da condividere e non da nascondere. Ci dobbiamo ancora organizzare per evadere tutte queste richieste, ma l’idea è quella di aprirci sempre di più e dare vita a open day e percorsi di degustazione in Fattoria: perché a Celle arte e natura vanno a braccetto”.










