di Giacomo Martini
CANNES – La Palma d’oro, inattesa e non prevista da nessuno, è andata ad “Anora” di Sean Baker, regista indipendente. Un’opera che come ha ricordato il giovane regista, è stata realizzata con grande difficoltà, una commedia molto ridicola che racconta la vita di una sex worker che lotta per migliorare la sua vita.
Il Grand Prix della giuria, presieduta da Greta Gerwig, con il nostro Favino, ha premiato “All we Imagine as Light”, della regista indiana Payal Kapadia, girato nell’ambiente di un ospedale di Mumbai.
Delusione per Jacques Audiard per il suo musical melò “Emilia Perez”, interpretato dall’attrice spagnola Karla Sofia Gascon; per la prima volta protagonista una trans, un segnale molto forte e chiaro al moralismo dilagante.
Il premio speciale della giuria è stato assegnato, e non poteva essere diversamente, al regista iraniano Mohammad Rasoulof per il suo film “The Seed of the Sacred”, un’opera che vuole essere una denuncia sulla difficile situazione che vive il suo paese.
Miglior regia al portoghese Miguel Gomes per 2Grand Tour”; migliore sceneggiatura a “The Subsrance” di Coralie Fargeat, un horror femminista, che vuole essere l’ennesima condanna della violenza subita dalle donne.
Migliore attore Jesse Plemonts protagonista del film “Kinds of Kidness” di Yorgos Lantimos: una vera delusione.
Risultati contraddittori per il cinema italiano, grande successo per il film “I dannati” opera prima di Roberto Minervini, una storia nel pieno della guerra di secessione americana; l’esercito americano invia a ovest una compagnia di volontari con il compito di perlustrare e presidiare quelle zone di frontiera. L’opera è stata premiata per la miglior regia nella sezione “Un Certain Regard”, lo spazio dedicato ai nuovi autori.
Nulla per l’attesissimo film di Paolo Sorrentino, “Parthenope”. Accolto con critiche contrastanti, non ha convinto né la giuria né il pubblico, tanto meno la critica. Un vero e proprio flop.
Ma non è stato il solo dimenticato, anche “Megalopholis” di Coppola e “Caught by yje Tides” di Jia Zhangke, non hanno incontrato l’attenzione necessaria. Il film di Coppola era il più atteso anche per il costo impressionante: 120 milioni di euro.
Un’ultima annotazione la dedichiamo a George Lucas a cui è stata assegnata la Palma d’Oro alla carriera. Il regista di Guerre Stellari, di Indiana Jones, tra le serie più amate e viste al mondo.









