mercoledì, Settembre 9, 2026

Fiera Carmignano. Gli appuntamenti di domani e martedì


CARMIGNANO – Non c’è stato solo il convegno sul “trasferimento tecnologica in agricoltura” in apertura della tre giorni (oggi, domenica 1 e martedì 3 dicembre) dell’Antica Fiera, promossa dal Comune e dalla Pro loco: accanto alla conferenza, il mercato dell’olio nuovo e dei prodotti tipici, il mercatino natalizio “Io creo” alle Cantine Niccolini, gli animali da stalla e da cortile.

Una panoramica di Carmignano


Gli avvenimenti, continuati per la giornata odierna anche con l’esibizione del falconiere, proseguiranno domani, domenica 1 dicembre, con l’escursione trekking Cai alla scoperta del Montalbano, ma soprattutto sulle orme di Cosimo I de’ Medici con l’incontro “Lo sviluppo del Montalbano” al Museo del Vino (ore 10.30), con i sindaci e amministratori dei Comuni del Montalbano.
E a proposito di sindaci, quello di Carmignano, Edoardo Prestanti, e quello di Poggio a Caiano, Riccardo Palandri, si sfideranno nella Sala consiliare (ore 12.30) in un’inedita sfida ai fornelli (“Ora cuciniamo noi!”), con la preparazione e assaggio di una ricetta tipica resa nota al momento.
Poi ancora il falconiere, il trucca bimbi, le degustazioni e le visite guidate al Museo del Vino, il concerto in piazza dell’orchestra al plettro “La nuova Pippolese”, il libro di Vittorio Cintolesi, “Di madre in figlio”, con le ricette della tradizione raccontate con Carlo Cioni del ristorante “La Delfina”.
Domani, domenica 1 dicembre, tra l’altro, dalle 14.30 alle 18.30 funzionerà un servizio navetta continuato e gratuito dal parcheggio de La Serra al parco museo Quinto Martini di Seano, e viceversa.   
Martedì 3, la chiusura, con il mercato della Fiera per l’intera giornata e il gran finale con la merenda della nonna con pane e olio e con il concerto dei bambini della scuola di Carmignano.

E si pensa di fare farmaci dalle foglie di olivo. Il Convegno ‘Nuova agricoltura’ a Carmignano

 
E’ più di un’ipotesi: c’è l’interesse di un’impresa che ha già preso contatti con il team dell’Università di Firenze che sta eseguendo la ricerca; c’è l’attenzione delle aziende agricole («la prima volta che siamo venuti, in una serata peraltro impervia battuta da una pioggia intensa, ci trovammo di fronte una trentina di operatori», ricorda la professoressa Nadia Mulinacci); c’è la possibilità concreta di ricavare principi attivi dagli olivi, confermata dalla stessa professoressa Mulinacci e dai suoi colleghi, i professori Maria Bellumore, Lorenzo Cecchi e Tommaso Ugolini, dei dipartimenti di Neurofarba (Neuroscienza, Psicologia, area del Farmaco e della salute del bambino) e di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali dell’Università di Firenze, saliti sino a Carmignano per presenziare stamani nella Sala consiliare all’evento (forse) principale tra quelli d’apertura dell’Antica Fiera.
Il “trasferimento tecnologico in agricoltura” è già qualcosa di più della possibilità evocata nell’introduzione della conferenza dall’assessore comunale allo Sviluppo economico Dario Di Giacomo, che con il gruppo di ricercatori di Unifi si incontra da tempo: «Per Carmignano è un’opportunità nuova e affasciante, una nuova occasione di sviluppo. Lo è per la nostra agricoltura, che accanto all’olio, al vino, ai fichi secchi, potrebbe sfruttare nuove circostanze commerciali. Il tutto nell’assoluto rispetto dell’ambiente».
Il progetto a cui stanno lavorando i due dipartimenti universitari di Neurofarba e Scienze agrarie è a suo modo semplice: tirare fuori dalle foglie secche dell’olivo sostanze chimiche da impiegare nella produzione di farmaci. «Per noi – dice l’assessore Di Giacomo – sarebbe importante che questi “scarti” trovassero un utilizzo. Abbiamo il problema, lo hanno le nostre imprese agricole, dello smaltimento degli sfalci da potature e di evitare il ricorso agli abbruciamenti». Le analisi fin qui condotte dai ricercatori Unifi, come da parole da loro pronunciate, dicono che «la materia prima c’è, ed è di buona qualità»: la buona qualità ai fini di un eventuale sfruttamento industriale è stata la prima richiesta avanzata dall’impresa in contatto con i due dipartimenti universitari fiorentini. Certo per passare dalla ricerca alla produzione la strada è ancora lunga, si tratta di capire, come ha detto la professoressa Mulinacci, «se esistono le condizioni di mercato per creare valore aggiunto dai co-prodotti della filiera olivicolo-olearia». Il che significa: avere una buona quantità di fogliame da olivo da essiccare («una massa critica tale da poter sostenere una linea produttiva», spiega la professoressa Mulinacci) e valutare costi e investimenti richiesti («condizione altrettanto imprescindibile per intraprendere qualsiasi azione economica e imprenditoriale», ancora Mulinacci).
Il messaggio partito stamani dalla Sala consiliare è però chiaro: «Si può fare». L’ultima battuta, allora, è del sindaco Edoardo Prestanti: «Quando a Carmignano parliamo di sviluppo sostenibile parliamo di queste cose, di un’agricoltura che s’innova, che aiutata dalla tecnologia scopre inedite occasioni di crescita, rispettando la terra e il suolo. Se accanto ai nostri tipici prodotti possiamo trarre altro dalla terra, persino dagli scarti delle lavorazioni, ben venga tutto questo. A Carmignano l’economia circolare è una realtà».    


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