di Marcello Paris
PISTOIA – All’interno dello stabilimento Hitachi di Pistoia ci sono lavoratori di serie A e di serie B, dicono i rappresentanti della Cgil metalmeccanici, una disparità da superare con l’aiuto della politica.

A questo scopo hanno chiamato alcuni candidati alle prossime elezioni per il Parlamento ad un confronto per impegnarli, se eletti, ad occuparsi del problema.
L’incontro si è svolto a Pistoia nel Parco di Montoliveto tra Andrea Vignozzi della Fiom di Pistoia, Diego Breschi delegato Rsu Hitachi, Massimiliano Cadeddu rappresentante dei lavoratori dell’indotto, con la presenza di Daniele Gioffridi segretario della Cgil di Pistoia e il segretario generale di Fiom Cgil Firenze Prato Pistoia Daniele Calosi mentre i candidati al Parlamento erano: Simona Baldanzi di Unione Popolare, Chiara Bartalini dei 5stelle, Antonio MartelloA per Italia Sovrana e Popolare, Edorado Fanucci di Azione-Italia Viva e Marco Furfaro candidato del PD.
Presente il sindaco Alessandro Tomasi che nel saluto ha riconosciuto al sindacato il rapporto nuovo instaurato con l’azienda che deve dare risposte alle giuste istanze dei lavoratori. Tomasi ha detto che le richieste di varianti urbanistiche per lo sviluppo dell’azienda, che si può riversare positivamente sull’indotto, è preso in seria considerazione dall’amministrazione. Detto questo, sostiene Tomasi, Hitachi si deve impegnare a fare formazione sul territorio anche grazie ai bandi della Fondazione Caript che la stessa Hitachi si è aggiudicata.

Entrando nel merito dell’incontro, Vignozzi ha chiarito come in Azienda ci siano 500 lavoratori dipendenti di Hitachi e 550 “incentrati” (lavoratori che dipendono da una quindicina di ditte in appalto che lavorano all’interno dello stabilimento). Gli incentrati hanno condizioni di lavoro affatto diverse dagli altri con stipendi più bassi e meno diritti, insomma uno sfruttamento che il sindacato vuole eliminare anche attraverso l’alleanza con la politica per una nuova legislazione che aiuti a cambiare il diverso trattamento. Concetti e richieste ribaditi, con sfumature e argomenti simili, dagli altri rappresentanti sindacali. Da dire che di recente è stato firmato un protocollo, in parte inevaso sui diritti, ma che qualche risultato lo ha prodotto almeno sul diritto ad usufruire della mensa degli incentrati al pari dei lavoratori Hitachi: solo due ditte esterne non lo hanno ancora applicato. Nel dibattito è entrata anche la vicenda Rustici i cui lavoratori rischiano il licenziamento e per i quali il sindacato chiede l’assunzione diretta di Hitachi o almeno l’impegno al mantenimento del posto di lavoro.
Le risposte e l’impegno dei candidati hanno avuto, in relazione all’appartenenza politica, punti di vista diversi. Se per Simona Baldanzi di Unione Popolare c’è da chiedere se le Ferrovie vogliono realmente investire nei treni, dice che devono essere aboliti gli appalti tout court e cancellare le norme che lo consentono, per Chiara Bartalini dei cinque stelle c’è la necessità che il tema lavoro torni in primo piano dell’agenda politica da dove è scomparso. Inoltre Bartalini teme che si arrivi alla “guerra tra poveri” se non si approva il salario minimo garantito e si mantenga il reddito di cittadinanza.
Edoardo Fanucci ha esordito ricordando le battaglie da lui sostenute a favore del lavoratori nella sua precedente presenza in Parlamento. Poi, in velata polemica con Baldanzi e Bartalini, riconosce come Hitachi sia in prima linea nei treni per l’Alta velocità e come se a Pistoia non ci fosse Hitachi le condizioni di occupazione sarebbe peggiori di come già lo sono (la provincia di Pistoia è all’ultimo, posto per occupati in Toscana e la prima per reddito di cittadinanza). Naturalmente anche Fanucci si impegna a sostenere la battaglia per pari diritti e dignità fra lavoratori impegnati sotto lo “stesso tetto”.
Marco Furfaro ha messo l’accento sui fondi del Pnrr e sull’uso che se ne può e se ne deve fare per mitigare, se non cambiare, le leggi sull’intermediazione e sugli appalti, leggi che consentono troppa libertà. La politica, ha detto Furfaro, deve dire alle imprese di agire perché insieme al giusto profitto ci sia il rispetto dell’etica del lavoro.
Tutto politico l’intervento, in chiave elettorale, di Antonio Martello il quale ha sostenuto l’abolizione il ripristino integrale della Scala Mobile, l’abolizione del Job Act, eliminare le sanzioni alla Russia e non invio di armi all’Ucraina.
Il segretario della Camera del Lavoro Gioffrida ha parlato del radicamento sul territorio di Hitachi e del percorso che il sindacato ha intrapreso per rendere le condizioni di lavoro migliori, non solo in questa azienda ma su tutto il territorio. Riportare Hitachi al tavolo con la Regione, è un obiettivo da perseguire anche perché la Regione non ha dato alcune risposte a istanze poste dal sindacato.
Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il segretario generale Fiom Daniele Calosi il quale ha paventato la “tempesta perfetta” che la crisi incombente per il caro energia e delle materie prime si può abbattere sul lavoro precario. Da qui la richiesta alla politica e la Governo di bloccare i licenziamenti come fatto durante la Pandemia. Anche Calosi denuncia il distacco della politica dalla realtà nei confronti del mondo del lavoro. Alla Regione chiede di impegnare i tanti soldi del pnrr da indirizzare alle aziende che non “precarizzano” il lavoro.
Un’ultima considerazione di Calosi ha riguardato lo specifico di Hitachi “non c’è azienda e negli stessi stabilimenti Hatachi fuori Pistoia dove ci siano tante aziende in appalto all’interno dello stabilimento come avviene qui. Una situazione evidentemente accettata e tollerata nel tempo, ha concluso, ma che va rimossa.







