FIRENZE – Rivoluzione doveva essere e rivoluzione è stata, per una Fiorentina che con il nuovo corso targato Giuseppe Commisso e Fabio Paratici si presenta al via della nuova stagione con una guida tecnica e una rosa completamente rinnovate.
Reduce da un’annata deludente, trascorsa per larghi tratti con l’incubo retrocessione, a cui si sono accompagnate la scomparsa del presidente Rocco Commisso, le voci su una possibile vendita del club, le incertezze sul futuro e un rapporto molto incrinato tra società, giocatori e tifoseria, la Fiorentina era attesa al varco di una decisione chiara e netta, imposta dalla necessità di fare chiarezza tra la società viola e una piazza che aveva il diritto di sapere quale destino e quale ruolo sarebbe stato attribuito alla squadra viola dalla proprietà.
La famiglia Commisso, affidandosi al lavoro di un direttore sportivo di grandi conoscenze e di esperienza internazionale come Paratici, ha scelto di rilanciare il progetto tecnico con nuovi investimenti e con l’obiettivo di dare a una città come Firenze la squadra che merita, in attesa del completamento del cantiere del nuovo Franchi.
Dopo questo necessario e fondamentale chiarimento negli intenti e nella definizione dei nuovi ruoli all’interno dell’organigramma societario non si è perso tempo e, come era facilmente prevedibile e come era stato già preannunciato da più parti, si è provveduto a ricostruire la rosa “smantellando” la squadra della scorsa stagione, per un’autentica rivoluzione tecnica segnata dall’arrivo in viola di ben 15 elementi e da un’altrettanto lunga lista di cessioni.
Anche se i primi risultati sono stati tutt’altro che indimendicabili – dopo la facile vittoria in Coppa Italia contro il Benevento, sono arrivate due sconfitte consecutive in campionato, con zero goal fatti e ben 7 subiti – il presidente Commisso dal palco della festa del centenario ha parlato di “nuovo Rinascimento viola” e ha ribadito l’impegno della dirigenza per allestire una squadra “capace di far sognare la città” e di cui i tifosi possano andare orgogliosi.

Le intenzioni e la volontà ci sono, l’impegno economico e le competenze anche, manca però un non semplice nè immediato lavoro di amalgama dei giocatori e di loro inserimento entro un sistema di gioco capace di far “girare la squadra” in maniera corale e di far esprimere al meglio le potenzialità di ciascun elemento.
Considerando i singoli la rosa della Fiorentina è di buon livello, in grado di lottare per un piazzamento europeo, ma nelle prime due uscite di campionato la squadra è apparsa ancora troppo slegata tra i vari reparti, fragile dal punto di vista psicologico e con troppi tentativi di cercare lo spunto personale da parte degli uomini dotati di maggior tecnica. Deve essere abile il mister Grosso a calarsi rapidamente nella nuova realtà e dare un’impronta di gioco, unita all’equilibrio tattico, a una squadra ancora in costruzione con calciatori che non hanno quasi mai giocato insieme.
Venendo alle nude cifre del mercato, in questa sessione estiva la società viola ha speso per gli acquisti ben 150 milioni di euro, a fronte di 27 milioni incassati dalle cessioni, per un disavanzo di circa 122 milioni: c’è inoltre da considerare che i giocatori arrivati in prestito presentano tutti – eccetto Mastantuono – un diritto o un obbligo condizionato di riscatto, che la Fiorentina potrà o dovrà esercitare al termine della stagione, per un ulteriore impegno di spesa che verrà messo a bilancio nella prossima stagione.
È la dimostrazione della volontà della dirigenza viola di investire a medio e lungo termine, con l’acquisizione di calciatori quasi tutti under-25 e di prospettiva futura, tra giovani talenti che hanno già brillato a livello internazionale, giocatori in cerca di riscatto dopo annate inferiori alle attese, calciatori che si sono messi in mostra e sono ritenuti pronti per il salto di qualità, più qualche interessante “scommessa” su cui puntare.

Via Kean, via Gudmundsson, via quasi tutta la “vecchia guardia” che aveva costituito il “blocco” viola nelle ultime due stagioni: gli unici “sopravvissuti” della Fiorentina di Palladino di due stagioni fa sono De Gea, l’ex capitano Ranieri e Dodò, tre elementi sui quali pure non sono mancate voci di mercato durante questa sessione che ha completamente stravolto la rosa dei viola.
Un scelta netta, radicale, dettata dalla necessità di fare “piazza pulita” e ripartire di fatto da zero per un nuovo ciclo con Grosso, ma non esente da rischi e problemi, soprattutto nella gestione del gruppo, nell’organizzazione delle rotazioni in campo e nel trovare una sistemazione tattica a tanti nuovi giocatori che sono venuti a Firenze per trovare spazio e minutaggio.
Per adesso il giudizio è sospeso: bisogna dare al mister ancora qualche settimana di tempo per trovare la “quadra”, ma poi – e questo è l’auspicio di società e tifosi – sarà il momento di vedere scendere in campo la “vera” Fiorentina, una squadra dalle grandi potenzialità e talento, che dovrà iniziare a esprimere gioco e macinare punti.
Acquisti
Christ Inao Oulai (centrocampista, 20 anni, Trabzonspor, definitivo 26 milioni)
Arthur Atta (centrocampista, 23 anni, Udinese, definitivo 25 milioni)
Mateo Pellegrino (attaccante, 24 anni, Parma, definitivo 22,5 milioni)
Viery (difensore, 21 anni, Gremio, definitivo 15 milioni)
Giovanni Fabbian (centrocampista, 23 anni, Bologna, riscatto 13 milioni)
Marco Brescianini (centrocampista, 26 anni, Atalanta, riscatto 10 milioni)
Victor Valdepenas (difensore, 19 anni, Real Madrid, definitivo 8 milioni)
Joao Mario (difensore, 26 anni, Juventus, prestito oneroso 1,8 milioni)
Radu Dragusin (difensore, 24 anni, Tottenham, prestito oneroso 1,5 milioni)
Franco Mastantuono (attaccante, 18 anni, Real Madrid, prestito gratuito)
Alex Jimenez (difensore, 21 anni, Bournemouth, prestito gratuito)
Alieu Njie (attaccante, 21 anni, Torino, prestito oneroso 4 milioni)
Pedro Goncalves (attaccante, 28 anni, Sporting Lisbona, prestito oneroso 2,5 milioni)
Beto (attaccante, 28 anni, Everton, definitivo 18 milioni)
Wilfried Gnonto (attaccante, 22 anni, Leeds, prestito oneroso 1 milione)
Cessioni
Moise Kean (attaccante, 26 anni, Como, prestito oneroso 5 milioni)
Rolando Mandragora (centrocampista, 29 anni, Torino, definitivo 5 milioni)
Albert Gudmundsson (centrocampista, 29 anni, Lazio, prestito gratuito)
Nicolas Valentini (difensore, 25 anni, Alaves, definitivo 3 milioni)
Lorenzo Amatucci (centrocampista, 22 anni, Deportivo A Coruna, definitivo 2,5 milioni)
Jonas Harder (centrocampista, 20 anni, Basilea, 2 milioni)
Niccolò Fortini (difensore, 22 anni, Torino, prestito oneroso 1,5 milioni)
Luis Balbo (difensore, 20 anni, Sturm Graz, definitivo 1,5 milioni)
Pietro Comuzzo (difensore, 21 anni, Torino, prestito oneroso 1 milione)
Giovanni Fabbian (centrocampista, 23 anni, Parma, prestito oneroso 1 milione)
Alessandro Bianco (centrocampista, 23 anni, Modena, definitivo 1 milione)
Lorenzo Lucchesi (difensore, 23 anni, Monza, definitivo 1 milione)
Riccardo Braschi (attaccante, 19 anni, Thun, definitivo 1 milione)
Jacopo Fazzini (centrocampista, 23 anni, Cagliari, prestito oneroso 0,8 milioni)
Matias Moreno (difensore, 22 anni, Venezia, prestito oneroso 0,5 milioni)
Lucas Beltran (attaccante, 25 anni, River Plate, prestito oneroso 0,43 milioni)
Filippo Distefano (attaccante, 22 anni, Empoli, definitivo 0,25 milioni)
Robin Gosens (difensore, 32 anni, Schalke, prestito gratuito)
Tariq Lamptey (difensore, 25 anni, Queen Park Rangers, definitivo gratuito)
Abdelhamid Sabiri (centrocampista, 29 anni, Eyupspor, definitivo gratuito)
Roberto Piccoli (attaccante, 25 anni, Bologna, prestito gratuito)
Simon Sohm (centrocampista, 25 anni, Venezia, prestito gratuito)
Tommaso Martinelli (portiere, 20 anni, Avellino, prestito gratuito)
Amir Richardson (centrocampista, 24 anni, Le Havre, prestito gratuito)
Eddy Kouadio (difensore, 20 anni, Monza, prestito gratuito)
Maat Daniel Caprini (attaccante, 20 anni, Cesena, prestito gratuito)
Eman Kospo (difensore, 19 anni, Mantova, prestito gratuito)
Mbala Nzola (attaccante, 30 anni, Cagliari, prestito gratuito)










