mercoledì, Settembre 9, 2026

Fiscalità e sviluppo all’Assemblea pubblica di Confindustria Toscana Nord

di Marcello Paris

PISTOIA – Il tema dell’annuale assemblea di Confindustria Toscana nord, che comprende le province di Lucca, Pistoia e Prato, al Piccolo Teatro Bolognini, ha riguardato “ Fiscalità motore di crescita e di innovazione”. La relazione è stata svolta dall’appena rieletto presidente Daniele Matteini.

Daniele Matteini

Prima dell’intervento del presidente, c’è stato il collegamento streaming con il vice Ministro dell’Economia e Finanze Maurizio Leo, che doveva partecipare alla successiva tavola rotonda con il vice presidente di Confindustria e direttore del Centro studi Alessandro Fontana con la presenza dell’Amministratore delegato di ClassicCnbc e MilanoFinanza Andrea Cabrini.

Il vice Ministro, nell’illustrare i provvedimenti in itinere del Governo ha messo l’accento sul ruolo del fisco che deve essere “amico del contribuente” e non soggetto vessatore. Leo ha ribadito l’intenzione dl Governo di intervenire sul cuneo fiscale, sulle aliquote Irpef portando il primo scaglione del 23% dagli attuali 15 milioni a 28. In particolare per le imprese fino a 5 milioni di fatturato, ha detto, si sta studiando di accertare il reddito sulla base delle conoscenze dei bilanci attraverso gli strumenti telematici e proporre una tassazione che se accettata dall’impresa rimarrà tale per due anni. Un modo, ha sostenuto, per avviare una collaborazione fisco utente. Poi Leo ha parlato di come incentivare le assunzioni attraverso la decontribuzione da estendere ai benefici economici premiali come i premi di risulato.

Il presidente Matteini, dopo avere ringraziato gli associati per la fiducia dimostrata attraverso la sua rielezione, è entrato nel merito di cosa chiedono gli industriali al Governo e l’importanza che la prevista riforma fiscale vada in porto.

Una volta, ha ricordato, è stato detto che “le tasse sono una cosa bellissima”. Idealmente, ha detto, quella affermazione sarebbe da condividere se il nostro denaro andasse a finanziare attività essenziali come la scuola, la sanità, la cultura, la ricerca, la sicurezza e l’insieme dei servizi alle persone e all’economia. Nella realtà, ha continuato Matteini, le cose sono molte diverse e più complicate. L’equità, la ragionevolezza, la coerenza con la capacità contributiva sono spesso traditi e violati sia nella misura dell’imposizione sia nella modalità attuativa.

La riforma fiscale, ha continuato il presidente, è ferma agli anni 70 e da quel tempo c’è stata una continua sovrapposizione legislativa, deroghe e prelievi straordinari che minano la fiducia dei cittadini e la certezza del diritto. La legge delega, approvata l’agosto scorso, per la revisione del sistema tributario è una grande opportunità e sarebbe un delitto tradirne le permesse.

Poi Matteini si è soffermato su alcuni dati come la fiscalità che nel 2022 è salita di circa mezzo punto percentuale arrivando, fra imposte e contributi, al 45,9% contro il 34,6% della media Ocse. In questo quadro, ha sostenuto, l’Italia detiene il record dell’aumento delle imposte su reddito come quota del totale del costo del lavoro.

Il primo obiettivo della riforma fiscale, che il Governo ha promesso, deve essere la riduzione del carico fiscale su aziende e lavoratori per consentire alle prime di non perdere competitività e ai secondi di rilanciare i consumi che a loro volta fanno crescere produzione e Pil. La Legge Delega, dice Matteini, prevede di superare l’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) che insieme alle altre misure citate può aiutare l’economia, una rivoluzione molto più efficace, sostiene il presidente, del salario minimo, un argomento, a suo parere, più demagogico che sostanziale,. Un provvedimento, tra l’altro, che non scalfisce il lavoro povero e va a minare la contrattazione collettiva.

Nelle preoccupazioni degli industriali ci sono il costo del denaro che le recenti decisioni della Bce hanno aggravato creando problemi a chi vuole investire. C’è poi la Plastic Tax e la Sugar Tax che dovrebbero essere cancellate, promessa su cui il mondo della produzione conta molto. A livello locale nella relazione viene chiesto ai comuni di recepire la normativa ministeriale sull’applicazione della Tari in senso più favorevole alle imprese escludendo le superfici destinate alla produzione, compresi i magazzini.

C’è poi il capitolo riservato ai bonus edilizi e i crediti incagliati per i quali occorre trovare una soluzione per evitare il collasso di un intero settore come l’edilizia.

Per finire Matteini ha parlato della tassa immateriale rappresentata dall’inefficienza del sistema che fa perdere tempo e denaro come la formazione del personale che molte aziende sono costrette a farla in proprio per l’inadeguatezza del sistema scolastico che non fornisce le competenze adeguate. Senza parlare dell’inefficienza del sistema giudiziario.

Insomma una situazione complessiva che fra luci ed ombre non soddisfa a pieno gli industriali che aspettano riforme che da troppo tempo tardano ad arrivare.

L’intervento del direttore del Centro studi, Fontana, ha riguardato lo scenario economico italiano e internazionale che dopo due anni di crescita vede un rallentamento generalizzato per vari fattori: guerra, mancato traino della Cina, rallentamento dell’economia americana. L’Italia dopo la crescita del 2021 arrivata al più 18,6% vede ora un rallentamento a causa dell’inflazione trascinata dal forte rincaro dell’energia dello scorso anno, dal rialzo dei tassi d’interesse tassi, quattro volte rispetto al 20121, e il peggioramento delle economie europee a cominciare dalla Germania. Il secondo trimestre di quest’anno segna meno 0,4% e anche il terzo e quarto, si prevede, non andranno meglio. In questo scenario calano i consumi, soprattutto alimentari, mentre crescono solo i servizi. Anche l’export segna un rallentamento: dal 9,6% dello scorso anno al meno 0,4 attuale. Ma ciò che preoccupa è la fiducia delle imprese e delle famiglie, in leggero calo.

Orsini e Cabrini

La tappa successiva dell’assemblea si è consumata nel confronto fra il vice presidente Orsini e l’ad Cabrini, un confronto che si è dipanato sulla linea tracciata da Matteini: delega fiscale che non deve procedere per interventi isolati ma sia una semplificazione generalizzata e coerente che garantisca la certezza del diritto. Una manovra economica che supporti il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese. Misure che favoriscano gli investimenti promuovendo il sostegno all’accesso al credito.

Un’ultima notazione è stata riservata a regime dell’Iva che dovrebbe essere semplificato nella sua applicazione.

Insomma gli industriali, pur coscienti della congiuntura globale difficile, chiedono provvedimenti che rilancino la crescita che significa occupazione e benessere e contemporaneamente la semplificazione della burocrazia con norme semplici comprensibili e facilmente applicabili. La riforma del fisco può aiutare se andrà nella direzione chiesta e auspicata dal mondo dell’imprenditoria e non solo.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia