PRATO – “La Flc Cgil di Prato con l’assistenza dell’avv. Isetta Barsanti Mauceri ha promosso il primo ricorso a favore di una collaboratrice scolastica, a tempo determinato, che è rimasta esclusa dall’applicazione della norma (art. 1 comma 180 e della L. n. 197 del 2023 cd. Legge di Bilancio) che prevede uno sgravio contributivo a favore delle sole lavoratrici a tempo indeterminato che abbiano due figli di età, il secondo inferiore ad anni 10 o tre figli, il terzo di età inferiore ad anni 18.

L’esclusione delle lavoratrici che, come la collaboratrice scolastica in servizio in forza di un contratto a tempo determinato fino al 31 agosto 2024 presso una istituzione scolastica di Prato, dal beneficio è palesemente discriminatoria ed illegittima per ingiustificata disparità di trattamento tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato, e, pertanto, con il ricorso è stata chiesta la disapplicazione della norma della legge di Bilancio in quanto in contrasto con la clausola con la clausola 4 dell’accordo quadro Ces, Unice e Ceep sul lavoro a tempo determinato (recepito con direttiva 1999/70/Ce).
Se la norma della Legge di Bilancio non sarà corretta e quindi non saranno incluse anche le lavoratrici a tempo indeterminato si aprirà un nuovo contenzioso che questa volta, verosimilmente, non riguarderà solo le lavoratrici della scuola, ma anche degli altri settori.
Quindi mentre l’Amministrazione scolastica continua ad essere condannata con riferimento al bonus della Carta docente ai soli lavoratori a tempo indeterminato -salvo l’applicazione dal 1.09.2023 e dopo molte condanne della stessa Carta docente ai soli contratti a tempo determinato fino al 31.08.2023 – alle medesime precarie madri è ora precluso il “bonus mamma” in forza di una irragionevole discriminazione fondata sulla durata del contratto di lavoro.
Il ricorso al giudice del lavoro è stato depositato ieri 09/04/2024 ed è in attesa di assegnazione”.
Filomena Di Santo, segretaria provinciale F.L.C. – C.G.I.L.










