di Andrea Mori
CARMIGNANO – Mariella Pellegrini, presidente dell’associazione Folletti di Vetro APS, guida a Carmignano – all’interno del Circolo Arci 11 giugno – uno spazio pensato per chi vive accanto a una persona con dipendenze. Nel suo lavoro quotidiano la signora Pellegrini è operatrice sociosanitaria e si occupa di persone con patologie psichiatriche: un’esperienza che le ha fatto sviluppare una sensibilità particolare nei confronti di chi vive fragilità familiari e complessi carichi emotivi.

L’iniziativa nasce proprio da una sua idea, arrivata dopo una lunga e dolorosa esperienza diretta che le ha fatto capire come spesso i familiari restino senza punti di riferimento. “È per questo che vogliamo dare supporto alle famiglie che vivono una condizione del genere. Stare insieme, parlare, condividere le esperienze aiuta a sentirsi meno soli”, racconta.
Accanto a lei c’è Michela, mamma che da tempo affronta la tossicodipendenza della figlia e che oggi offre il proprio impegno per aiutare altre madri nella stessa situazione. Una collaborazione autentica e concreta, che dà forza allo spazio di Carmignano. La foto che ritrae le due donne insieme rende immediatamente l’idea della coesione con cui stanno portando avanti questo percorso.
Il progetto ha alla sua base la volontà di offrire un ambiente accogliente, informale e privo di giudizio, dove chi arriva possa parlare liberamente. Molti genitori, spiega la signora Pellegrini, hanno difficoltà a confidarsi con chi non conosce da vicino certe dinamiche e temono stigmi e incomprensioni. “Le persone hanno paura a parlare con chi è fuori da questo giro, perché temono il giudizio e la discriminazione. Qui invece ci si sente a proprio agio”.
La scelta di creare questo spazio nasce anche dal suo vissuto personale. Una persona a lei molto cara è scivolata nella dipendenza dopo un lutto importante affrontato in giovane età. In quel periodo Mariella tentò di chiedere aiuto alle istituzioni, trovando però un percorso confuso e frammentato. “Mi sono rivolta alle forze dell’ordine e poi al SerD, ma non ho trovato nessun tipo di aiuto. Non ricevendo informazioni, ho perso un sacco di tempo a capire cosa stava succedendo, e nel frattempo la situazione peggiora”.
Da quella solitudine è nata l’idea di uno spazio semplice, lontano dagli schemi rigidi dei gruppi di autoaiuto tradizionali. Non ci sono conduzioni formali: ci si incontra, si parla, si riflette insieme, magari davanti a un caffè. “Già il fatto di stare insieme e parlare con altri che vivono la stessa situazione è importante. Si esce con le spalle un pochino più leggere”.
Quanto agli incontri, la signora Pellegrini li organizza in base alle richieste delle persone che si avvicinano al gruppo (per contattarla chiamare 389 0013242). E guardando al futuro non esclude che, con la crescita dell’iniziativa, possano essere coinvolti uno o più professionisti per ampliare il tipo di sostegno offerto. Per il momento intanto ci sarebbe bisogno di volontari disposti a dare una mano.
Lo spazio di Carmignano nasce insomma con uno scopo semplice e importante allo stesso tempo: offrire un luogo in cui potersi incontrare, sentirsi compresi e alleggerire, anche solo in parte, il peso che i familiari sostengono. Un punto di ritrovo dove condividere esperienze simili e affrontarle insieme, senza giudizi e, soprattutto, senza solitudine.



