di Caterina Benini
TREPPIO – Tanta gente ieri pomeriggio a Treppio per la presentazione del libro “Fratelli di sangue” (Phasar edizioni), l’ultima opera del giornalista e direttore del giornale Reportpistoia, Alberto Vivarelli.

Nella sede della Misericordia di Treppio, Vivarelli ha raccontato i retroscena della scrittura di questo romanzo, un noir che parla di amore, amicizia e politica, ambientato proprio nelle zone di Sambuca Pistoiese e della foresta dell’Acquerino.
“Ho riportato il libro a casa”, è stato il commento all’inizio della presentazione senza nascondere un pizzico di emozione. Treppio, e precisamente la frazione di Carpineta che nel romanzo prende il nome di Fossola, è lo sfondo della storia che appassiona di pagina in pagina. Tra gli elementi importanti della narrazione c’è l’amicizia tra un uomo e un cane, un lupo, che apre e chiude il romanzo.
“Si scrive ciò che si conosce perché la storia sia credibile – ha commentato Vivarelli di fronte al numeroso pubblico, attento e catturato dalle sue parole – Quando scrivo ho davanti i miei personaggi, li vedo, vedo come sono vestiti, i loro volti, come si muovono. Vedo tutto in bianco e nero perché il colore confonde, sfuma i protagonisti. Nel tempo della scrittura, loro vivono con me”.
Nel romanzo l’autore parla anche della strage di Bologna e scrive pagine cariche di grande sentimento. Racconta di un medico, uno dei “fratelli di sangue”, che prende in carico un giovane diciassettenne ferito nell’esplosione. Sono tra le pagine più belle e apprezzate da chi ha già letto il romanzo, perché escono dalla cronaca e raccontano uno dei fatti più drammatici del paese attraverso gli occhi di un ragazzo; un medico e una famiglia che si trovano a convivere con le conseguenze di quanto è successo.
Alla domanda: “Credi nell’amicizia tra un uomo e una donna?”, Vivarelli ha risposto che non la crede possibile tra due persone sentimentalmente libere; il tempo e la frequentazione inevitabilmente la trasforma. Un pensiero che ritroviamo in maniera plastica anche nel romanzo.

Il noir tratta i temi dell’amicizia profonda tra i fratelli di sangue, di una comunità di montagna che protegge e tacitamente si prende cura dei suoi abitanti, e del bisogno, a un certo momento della vita, di tornare alle origini.
“Fratelli di sangue” oltre ai personaggi principali, ha un protagonista fondamentale alla narrazione ovvero il luogo: Treppio, Porretta Terme, il lago di Suviana con il suo fascino e il suo mistero.
Vivarelli ha poi raccontato quanto sia importante il giudizio di sua moglie Serena, nelle sue opere. “E’ la curatrice dei miei romanzi. Mi fido ciecamente del suo parere che è sempre profondamente obiettivo – ha detto, cercando il suo sguardo tra il pubblico -, mi fido delle sue emozioni. Ho strappato pagine intere perché a lei non erano piaciute”.
Dato il successo dei suoi libri, Alberto fa bene a seguire i consigli della moglie. I suoi primi libri, “La carezza del diavolo” e “Butterfly” hanno ricevuto premi e riconoscimenti importanti a livello nazionale. Vivarelli ha detto di essere particolarmente orgoglioso di aver ricevuto il premio “Freedom Street Radio” nell’ambito del prestigioso concorso letterario “Parole in transito” con l’opera “Butterfly” (Phasar edizioni). La cerimonia si terrà ad ottobre a Bologna, una città cara all’autore per le origini del nonno e per avervi trascorso per molti anni buona parte delle vacanze estive.
L’autore è già a lavoro per altri romanzi che usciranno il prossimo anno.
“La scrittura mi ha salvato, con il primo libro sono uscito dal baratro”, ha raccontato prima di salutare i tanti presenti e dedicarsi al firma copie.
Salutando i treppiesi, ha promesso che il borgo sarà nuovamente protagonista di un suo romanzo.
Non ci resta che aspettare l’uscita del prossimo romanzo certi che sarà un nuovo successo.









