di Simone Tofani
PISTOIA – Una performance di altissima qualità presso la Fortezza Santa Barbara di Pistoia.
Il trombonista statunitense Fred Wesley è stato il protagonista di una performance veramente emozionante. L’evento fa parte di Spazi Aperti 2024, la rassegna estiva di Teatri di Pistoia, organizzata in collaborazione con Music Pool.

Il concerto di Fred Wesley è promosso da Teatri di Pistoia, con il sostegno di Fondazione Caript, Comune di Pistoia e della Regione Toscana. Grazie anche alla collaborazione di Music Pool, presieduta e diretta da Gianni Pini, con il contributo di Far.com, Unicoop Firenze, Publiacqua e con la partecipazione di FRO-Fondazione Radioterapia Oncologica Onlus.
Per la performance Wesley è accompagnato da un ensemble di eccezionali musicisti, tra cui Gary Winters alla tromba, Jay Rodriguez Sierra al sax e flauto, Reggie Ward alla chitarra, Peter Madsen al piano e tastiere, Dwayne Dolphin al basso e Bruce Cox alla batteria, che hanno subito infiammato il pubblico invitandolo ad alzarsi dalle sedie e ballare davanti al palco; ed è stato solo l’inizio, non sono mancati i momenti di complicità fra palco e pubblico, con richieste e canti improvvisati.

Fred Wesley, grazie alla sua lunga carriera, riesce a dar vita ad uno spettacolo che non è solo Jazz, anzi il Jazz è una “scusa” per aver libertà di movimento musicale, un fiume di note che in molte della sue sonorità strizza l’occhio al Funk, al Blues e al Soul, con un ricco groove possente e allora stesso tempo mutevole, che lascia spazio ad assoli taglienti al limite dell’ardito per forma e sofisticatezza da parte dei vari membri.

Fred Wesley è vero maestro nel suo genere, che regala al pubblico della Fortezza Santa Barbara, brani di una eccelsa qualità, dal ritmo mai scontato e da goderci tutti d’un fiato, ma non ci potevamo aspettare niente di meno vista la sua strada artistica ricca di collaborazioni fin dalla giovane età.
Tanti passi nel suo percorso, da adolescente trombonista con Ike e Tina Turner, per poi diventare direttore musicale, arrangiatore e trombonista principale per James Brown a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta, giusto per citarne alcune, del suo lungo “biglietto da visita”.

Tutto questo impegno e passione lo ritroviamo ancora oggi nella sua esibizione, che lo conferma come un punto di riferimento mondiale.









