giovedì, Settembre 10, 2026

Futuro digitale, pace, ambiente: i carri del Carnevale sfilano a Viareggio

VIAREGGIO – L’intelligenza artificiale tra potenzialità e limiti, l’uomo nel mondo digitale, ma anche la condanna delle armi e delle guerre e l’attenzione verso un futuro più sostenibile e con meno disuguaglianze.

Sono solo alcuni dei temi che hanno caratterizzato i carri allegorici e i cortei mascherati in occasione della 151ma edizione del Carnevale viareggino, che anche quest’anno ha registrato un grande successo di pubblico, con il lungomare “invaso” da una folla colorata e travestita con le maschere più originali e disparate.

Alcune immagini del corso mascherato di domenica scorsa sul lungomare di Viareggio (fotografie di Andrea Capecchi)

Complici la bella giornata di sole e le temperature primaverili, la scorsa domenica migliaia di persone di tutte le età, comprese tante famiglie con bambini, hanno affollato il “circuito” lungo viale Carducci, tra le piazze Mazzini e Maria Luisa, attendendo fin dalla tarda mattinata il passaggio dei carri.

Autentici capolavori d’arte, che “nascono” nella Cittadella del Carnevale su ispirazione di artisti locali, i carri rappresentano senza dubbio l’elemento più iconico e appariscente dei corsi mascherati sul lungomare, suscitando la meraviglia di grandi e piccoli, che al loro passaggio si accalcano lungo la strada per “strappare” una foto. Sui carri è un trionfo di balli, danze, musiche, coreografie su pedane all’ombra dei mezzi meccanici che “muovono” le gigantesche figure allegoriche.

Tra satira sociale e di costume, richiami ai temi più scottanti dell’attualità e la celebrazione del carnevale come momento di festa da condividere, la sfilata si è fin da subito trasformata in un tripudio di colori sgargianti e variopinti, grazie alle moltissime maschere indossate sia dai figuranti del carnevale, sia dal pubblico accalcato sui marciapiedi.

Un pomeriggio di gioia e di allegria contagiose, con tantissimi giovani e giovanissimi, ma anche un’occasione per riflettere su alcuni interrogativi che riguardano il mondo attuale e che si faranno sempre più pressanti nei prossimi anni. Come si evolverà l’uomo nell’immediato futuro? Quali conseguenze potrà avere il continuo sviluppo delle tecnologie digitali e soprattutto dell’intelligenza artificiale, applicata nei vari campi? L’uomo sarà in grado di dominare queste innovazioni oppure finirà per trasformarsi anch’egli in un robot, condizionato e guidato da un’intelligenza ormai senza più controllo?

Lo sguardo sarcastico e ironico – com’è nello stile carnevalesco – verso il futuro che forse ci aspetta è stato uno dei temi principali di questa edizione del carnevale viareggino, con alcuni carri che hanno voluto rappresentare a loro modo i possibili esiti, ora drammatici, ora tragicomici, del rapporto tra uomo e strumenti digitali. Su un carro un gigantesco polpo con i suoi molti tentacoli simboleggia la pervasività di quella “rivoluzione artificiale” che ormai caratterizza le nostre giornate e condiziona ogni momento della nostra vita quotidiana, fra strumenti digitali, social network e una realtà che oggi ci vuole tutti e perennemente connessi. Un altro carro preceduto, da un’emblematica sfilata di uomini e donne robot, invita a darci la “sveglia” in un gioco di parole con l’intelligenza artificiale e con la rappresentazione di un uomo del futuro attaccato a uno smartphone e circondato da simpatici e colorati robot.

Sarà questo il futuro che ci aspetta? Se lo sviluppo digitale ci pone ancora molti dubbi riguardo al futuro, le certezze drammatiche del presente sono le guerre in corso, con particolare riferimento a quelle in Palestina e in Ucraina, e i cambiamenti climatici, con tutte le loro conseguenze non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Ecco allora, come già avvenuto negli ultimi due anni, la forte denuncia del Carnevale contro gli interessi geopolitici dei “grandi” del mondo, contro la vendita e il commercio internazionale di armi, contro i politici “guerrafondai” e contro il ritorno dell’uomo a una sorta di “stato di natura” animalesco attraverso la guerra, capace di riportare alla luce gli istinti più violenti e irrazionali del genere umano.

Poi l’attenzione alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile, come nella sfilata di alcune figure di bambini di diverse etnie che reggono sulle proprie spalle un mappamondo, moderni “atlanti” che simboleggiano il “fardello” che con le nostre politiche rischiamo di lasciare in eredità alle nuove generazioni. Oppure il “gordo”, che con il suo lauto pasto e la sua fame senza fine rappresenta l’ingordigia e l’avidità di un sistema che depreda l’ambiente delle proprie risorse e crea ingiustizie e disuguaglianze.

E ancora tanti altri carri e “mascherate”, caratterizzati dall’estro e della creatività degli artisti del Carnevale e dall’ironia, talvolta assai pungente, con la quale affrontano gli argomenti più svariati: c’è l’omaggio a Salvador Dalì e ai “mille occhi” dell’arte surrealista, dove i sogni prendono vita; c’è il tributo alla poetessa e scrittrice Alda Merini con “il carro dei folli”, un autentico “manicomio” dal quale saltano fuori incubi, pazzi, fantasmi, paure inconsce, a dimostrazione del fatto che la tanto ricercata “normalità” non esiste ed è “priva di fantasia”; c’è il richiamo all’arte di Keith Haring e ai suoi “omini”; c’è il Bla Bla Bar gestito da animali, con allusioni al mondo delle favole di Esopo, che simboleggia un mondo dove in tanti straparlano e si improvvisano esperti senza informarsi.

Tante suggestioni condite dal sarcasmo e dal gusto dello scherzo tipici del Carnevale, per una festa che si concluderà sabato 24 febbraio con l’ultimo corso mascherato in notturna.

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