di Giacomo Martini
GAGGIO MONTANO – Torna forte la preoccupazione per i lavoratori e le lavoratrici della ex Saga Coffee, oggi Gaggio Tech.

Rsu e sindacati si sono incontrati nello stabilimento di Gaggio Montano dopo che dai legali della società – e non dalla proprietà – “abbiamo appreso che il socio di maggioranza di Gaggio Tech, Alessandro Triulzi, ha assunto la decisione, in assoluta clandestinità, di mettere l’azienda in liquidazione volontaria”, fa sapere Fiom Cgil.
Per il sindacato si tratta di “atto scellerato” che colpirebbe il personale e il territorio dell’Appennino. Fiom riferisce di aver informato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Giovanni Paglia, e chiesto la convocazione di un incontro con i soci e il liquidatore a cui è stato conferito il mandato. La data dell’incontro è fissata per venerdì 7 marzo alle ore 16.30 e “vista la stima acquisita nella vertenza SaGa Coffee, hanno chiesto la presenza all’incontro in Regione dell’ex assessore Vincenzo Colla”, informa la Cgil.
Oggi si è tenuta l’assemblea con i 131 lavoratori Gaggio Tech “in un clima di surreale incredulità collettiva, di sbigottimento, ma anche di fortissima condanna per l’operato sleale di Triulzi, il quale ha scelto di tradire i lavoratori e le lavoratrici a soli 3 anni dal suo impegno per l’acquisizione e il rilancio della Saga Coffee”, scrive Fiom in una nota, assicurando che “a questo atto di sciacallaggio, moralmente ed eticamente indecoroso e meschino, risponderemo adeguatamente a partire dall’incontro in Regione il 7 Marzo”, al quale parteciperà anche il sindaco di Gaggio Montano, Giuseppe Pucci.
I sindacalisti chiedono al socio di minoranza, che invece intenderebbe proseguire il progetto industriale, (circa 30 lavoratori) un confronto per il salvataggio della parte di azienda di sua competenza: “Invitiamo Triulzi a presentarsi davanti alle Istituzioni di questa Regione – insiste Fiom Cgil – che gli hanno dato fiducia nell’acquisizione della Saga Coffe, e a spiegare le ragioni di questa scelta vile nei modi e incomprensibile dal punto di vista industriale”.
La richiesta di liquidazione volontaria – commenta l’assessore Paglia – messa in atto dal socio di maggioranza, ci lascia senza parole. Si tratta di una notizia inattesa, pur in un quadro complesso dal punto di vista produttivo, che ci impone di assumere un’iniziativa. Per questo abbiamo già convocato tutti i soggetti coinvolti per il prossimo venerdì, così da verificare ogni strada che possa portare alla continuità dell’attività aziendale senza disperdere, per quanto possibile, gli interventi fatti in questi tre anni”.
Primo Sacchetti, il sindacalista Fiom-Cgil che ha affiancato le lavoratrici e i lavoratori della ormai “ex” Saga Coffee, lo stabilimento di Gaggio Montano a rischio chiusura, aveva raccontato i cento giorni di lotta in un libro, “La Scalata dell’Everest in Ciabatte” (Futura Editrice). Alla fine del 2021, l’azienda che occupava 220 addetti, prevalentemente donne, annunciava la chiusura. Seguì un presidio davanti ai cancelli che durò tre mesi, giorno e notte, al freddo dell’Appennino. A dare man forte alla battaglia, fino al rilevamento da parte di un gruppo brianzolo, a fine febbraio, arrivarono, tra gli altri, il sindaco, Matteo Lepore, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l’assessore regionale al lavoro, Vincenzo Colla, il segretario generale Cgil, Maurizio Landini e la segretaria Fiom, Francesca Re David (ora nella segreteria nazionale Cgil), l’allora ministro del lavoro, Andrea Orlando e il cardinale Matteo Zuppi con la battaglia che diventò un caso nazionale. Poi la firma dell’accordo.
“Ripartiamo da dove abbiamo vinto l’altra volta. Sarà dura, durissima, ma questa gente merita tutto il sostegno possibile, non merita imprenditori straccioni – ha scritto in una nota Sacchetti – Ringrazio i lavoratori e lavoratrici per la compostezza tenuta nell’assemblea di oggi. Un’altra lezione di dignità. La montagna è resistenza, resisteremo anche stavolta”.










