PISTOIA – Una pagina davvero vergognosa, quella scritta ieri dal Consiglio comunale di Pistoia chiamato a nominare il nuovo Garante delle persone private della libertà personale, una figura che manca da 5 anni in città.

L’unica candidata che aveva risposto al bando pubblicato lo scorso agosto è stata bocciata con 17 voti di astensione e soltanto sei favorevoli.
Solo i consiglieri di opposizione presenti in aula sono intervenuti motivando il loro sostegno alla candidatura (PD, 5Stelle, Pistoia Spirito Libero). Nessuno della maggioranza è intervenuto. Nessuno ha spiegato il perché delle riserve sull’unica candidata, trincerandosi dietro il voto segreto. Ma fin dall’inizio è stato chiaro come sarebbe andata a finire.
Giulia Melani, la candidata, è sociologa del diritto, volontaria di AltroDiritto (l’associazione da anni impegnata per tutelare i diritti umani e costituzionali inalienabili anche per chi è detenuto), da tempo svolge attività nelle carceri toscane e conosce molto bene la realtà della casa circondariale di Pistoia, i suoi problemi strutturali e le sofferenze di chi si trova lì a scontare la pena. Si era candidata perché è una missione, la sua, esercitata con passione e competenza, e per questo ha risposto – da sola – al bando pubblicato dopo le modifiche apportate da questo consiglio comunale al regolamento.
Modificato, sì, perché gli attuali consiglieri comunali hanno ritenuto che il Garante non avesse diritto ad alcun compenso, e che dovesse esercitare questo compito a titolo gratuito.
Giulia, consapevole di ciò, ma mossa dalla convinzione dell’importanza di questa figura, ha messo a disposizione della città il suo sapere e il suo tempo.
Ma nonostante un curriculum ineccepibile, non è stata gradita alla maggioranza.
Perché? Non hanno avuto nemmeno il coraggio di dichiararlo, ma lo si intuisce bene. Contestualmente al dibattito consiliare, un consigliere di maggioranza ha condiviso su Facebook un post di Giulia critico nei suoi confronti: un messaggio chiaro a tutti i suoi colleghi consiglieri, inviato col metodo obliquo e cifrato tipico di confraternite legate da vincoli non dichiarabili.
Perché sì, Giulia è una cittadina libera, abituata ad esprimere liberamente il suo pensiero sulla politica e anche sull’amministrazione cittadina.
E allora, che avesse la decenza di dirlo, la maggioranza, che per questo motivo non votava a favore.
Invece no, nessuna decenza. Non c’erano argomenti di merito che potessero giustificare l’astensione, ma solo mediocri motivi di schieramento, che sono prevalsi sulla necessità di dotarsi di una figura di garanzia e tutelare i diritti di coloro che sono anch’essi cittadini di Pistoia.
Ieri mancava anche un pezzo consistente di opposizione. Assenti i consiglieri di Italia Viva, Azione e Pistoia città di tutti. Perché? Erano impossibilitati a partecipare? Non erano interessati al punto? Anche loro non erano favorevoli all’unica candidatura al voto? Vorremmo saperlo, per trasparenza nei confronti della città che pure sarebbero lì a rappresentare.
Questi sono passaggi che disonorano le istituzioni, le allontanano dai valori che dovrebbero unire una comunità.
È stato già annunciato un nuovo bando. Lo seguiremo, con grande attenzione. Vedremo se Pistoia avrà un nuovo garante. Valuteremo il merito. Giudicheremo la condotta del Consiglio comunale, se sarà nel rispetto del mandato istituzionale o al servizio di interessi parte.
La conclusione (ora) è che i detenuti a Pistoia continueranno a non avere un punto di riferimento.
P. S. Invece Pistoia avrà una squadra cinofila. Perché ieri lo stesso Consiglio comunale ha stanziato 40.000 euro per acquistare un cane antidroga, un veicolo apposito e l’addestramento di vigili. Che continueremo dunque a non vedere sulle strade a regolare il traffico o informare i cittadini, ma a cercare spacciatori o criminali vari (ma davvero il nostro ordine pubblico è affidato a questi scarsi ma costosi mezzi?).
Tradotto: No ai diritti (liberi e senza oneri), sì alla propaganda securitaria (a carico delle tasche di tutti noi cittadini).
Questa è Pistoia?
Associazione Palomar











Prima era peggio, clientelismo puro. Si stava bene solo se come vicino di casa si aveva un assessore o tanto meglio il sindaco, vedi posti per residenti dati dalla sera alla mattina, cambio location campo nomadi, spazzatura neve verso paesi di prima collina ecc. Non tutti dimenticano