mercoledì, Settembre 9, 2026

Giordano Chiappelli, la Pistoia-Abetone nel cuore

PISTOIA – Nel destino della famiglia Chiappelli c’è la Pistoia-Abetone. Orlando, Giordano e Simone, tre generazioni di podisti con un solo obiettivo: percorrere i 50 chilometri che separano piazza del Duomo dal traguardo di una delle corse più dure al mondo, lassù dove l’altimetro segna quota 1388.

Non poteva che appartenere a questa famiglia uno degli uomini simbolo della Pistoia-Abetone: Giordano Chiappelli, l’unico pistoiese ad averle corse tutte. Quarantasei edizioni senza mai un ritiro, sempre al traguardo più lontano. Un record per l’atleta della “Silvano Fedi” che ogni anno non ha bisogno di iscriversi perché ci pensano gli organizzatori a farlo.

“Stavano organizzando per la prima volta da Pistoia all’Abetone. Iniziai ad allenarmi, – racconta Chiappelli – arrivai al traguardo e l’anno dopo decisi di riprovare”.

Per tredici anni – dal 1976 al 1988 – Giordano e suo padre Orlando hanno vissuto la corsa sempre insieme, tagliando sempre il traguardo abetonese. Per poi tornare verso Pistoia con il bus della Saca, scendere alla fermata di Campopiano e tornare a casa a piedi, a Villa di Cireglio, con la corsa ancora nelle gambe.

“Gli anni seguenti decidemmo di organizzarci portando la nostra 500 all’Abetone il giorno prima. Anche lui volle partecipare con me alla prima edizione – racconta Giordano a proposito di suo padre -, e da quella volta non ha mai mollato. Fu costretto a ritirarsi solo all’ultima edizione della sua vita, all’altezza di San Marcello, a causa dei primi sintomi della malattia che di lì a poco se lo sarebbe portato via”.

Nel suo palmares ci sono due piazzamenti nei primi dieci (sesto nel 1978 e nono nel 1981) e tante altre prestazioni di ottimo livello, ma il risultato più grande Chiappelli lo sta ancora facendo registrare, anno dopo anno e sicuramente quest’anno segnerà la sua 47esima edizione.

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