PISTOIA – In occasione della “Giornata Mondiale contro l’Omotransfobia” l’intera coalizione di centrosinistra guidata dalla candidata sindaca a Pistoia, Federica Fratoni, invita per martedì 17 maggio alle ore 10.30 tutte le forze di sinistra al Parterre di Piazza San Francesco per un momento di grande condivisione su valori inscindibili che non possono essere messi in discussione.
Ci troveremo davanti alla targa per le vittime omosessuali del nazifascismo, assieme anche ad Arcigay Prato Pistoia “L’Asterisco”, per celebrare nella maniera più opportuna questa ricorrenza e, soprattutto, senza divisioni politiche per lanciare un messaggio di speranza, pace e diritti umani da non calpestare, ora e mai, a tutta quanta la città.
«Il Programma di Federica Fratoni – si scrive dal Comitato Elettorale – ha già raccolto molti degli spunti proposti dall’associazionismo pistoiese per le prossime elezioni. L’Amministrazione comunale deve aderire alla Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni (ReAdY), e in collaborazione con gli altri Enti Locali (Comuni, Provincia e Regione) promuovere azioni di contrasto ai fenomeni della discriminazione. In questo senso, occorrerà rafforzare una rete di azioni anche nell’ambito formativo, nella consapevolezza che il primo passo di cui prendersi cura sia quello culturale. Torneremo a partecipare istituzionalmente al Toscana Pride promuovendo azioni di sensibilizzazione, e terremo alta l’attenzione dell’amministrazione comunale anche sull’omolesbobitrasnfobia e su tutte le facilitazioni burocratiche e campagne di informazione che, nell’ambito delle competenze comunali, possano interessare la salute sessuale, gli screening sanitari, le difficoltà legate alla transizione di genere. Torneremo a partecipare istituzionalmente al Toscana Pride, e promuoveremo ogni azione di sensibilizzazione che merita una città inclusiva come la nostra.
Occorre infine rafforzare, anche in connessione con l’ASL, tutte quelle strutture che sul nostro territorio sono riferimenti fondamentali e devono esserlo sempre più: Consultorio, Centro Antiviolenza e centri di ascolto diffusi su tutto il territorio, al fine di scovare il disagio anche dove non emerge».









