PISTOIA – È stata inaugurata venerdì 4 febbraio presso la Biblioteca San Giorgio di Pistoia la mostra “Tratti di un Ricordo. Storie da un esodo”.
Mostra organizzata dall’associazione Convinto OdV in collaborazione con il Comune di Pistoia, si inserisce nelle commemorazioni dedicate all’esodo Istro-fiumano-dalmata giuliano, e si propone di ripercorrere in questi venti giorni (la mostra sarà visitabile fino il 24 febbraio) attraverso i disegni del socio onorario dell’associazione Convivio OdV, l’artista di origine fiumana Riccardo Lenski, alcune tracce della storia e delle culture dei popoli del confine orientale.
La mostra che ha ricevuto encomio di benevolenza per l’impegno divulgativo dal MIUR (Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca) è stata aperta dal primo cittadino Alessandro Tomasi che ha sottolineato gli sforzi adoperati in questi anni dalle istituzioni per riconoscere il doveroso Ricordo alle vittime di questa triste pagina della storia nazionale.
Impegno ripreso e sottolineato anche dal Presidente della Provincia di Pistoia Luca Marmo che si è soffermato anche sul dovere di ricordare il prezzo pagato da civili in tutte le guerre per la pace.
Con un’analisi etimologica delle parole memoria e ricordo il presidente della associazione Convivio OdV e poeta pistoiese Gabriele Carradori ha ricordato l’uguaglianza di fonte alla coscienza di ogni individuo del crimine commesso contro la vita ed i fondamenti della stessa idea di società, quando dietro mostruosi disegni di Parole agiscono troppe mani senza testa.
La conferenza che ha anticipato la mostra è entrato nel merito conoscitivo dell’esodo con l’intervento del Com.te Guido Giacometti, referente per la Toscana dell’ANVGD, e contestualizzata nel territorio provinciale pistoiese grazie alle ricerche della Prof.ssa Giovanna Sgueglia, una ricerca dettagliata presentata anche tramite la produzione letteraria incentrata sulla figura della donna, ricerca che ha suscitato l’interesse della Federesuli che ha richiesto di digitalizzare i frutti di tale ricerca.
Infine il prof. Roberto Agnoletti ha proposto una chiave interpretativa del lavoro grafico di Riccardo Lensky, in continuità con quello, ormai storicizzato, di Gigi Vidris; in particolare è stato sottolineato il ruolo del linguaggio visivo come strumento privilegiato per avvicinarsi alla ricerca storica e, nel caso specifico, per non fermarsi al conto delle vittime o dei profughi, ma per ricostruire quella singolare condizione culturale di “frontiera” dell’area triestina e istriana che per secoli ha visto la sovrapposizione e coesistenza di 3 aree linguistiche (ma anche religiose e sociali) diverse: veneta, tedesca e slava, distrutta dalla Seconda guerra mondiale ma già messa in crisi nella metà dell’800 dall’insorgere dei nazionalismi.










