di Valentina Loparco
PISTOIA – Ho scritto alcuni post sull’opportunità della candidatura di Capecchi. E’ un ragionamento sui requisiti che dovrebbe avere un candidato sindaco, ho posto anche dei dubbi visto il suo ruolo con la Fondazione: credo che la città abbia bisogno di risposte.

Nel caso specifico di Giovanni Capecchi e della sua candidatura per le primarie (si vota il 12 aprile per scegliere il/la candidato/a sindaco/a del centrosinistra di Pistoia) i dubbi sollevati proprio attorno al suo recente passato nella Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia (fondazione bancaria) sono diventate domande a cui bisogna che qualcuno ufficialmente risponda per non falsare la partita delle primarie (anche se andava fatto due mesi fa e ormai è tardi, ma presto visto che ancora non si è votato). Domande che avrei voluto sentire l’altra sera (il 7 aprile) dalla stampa locale durante il confronto tra i due candidati intervistati da Nazione, Tirreno, Report Pistoia e Tvl, a cui ho partecipato proprio per capire se emergeva pubblicamente qualcosa. Ma nulla. L’avrei fatta io qualche domanda ma il pubblico non poteva intervenire (alla fine sono anche giornalista pubblicista oltre a essere una cittadina). Le risposte avrebbero fugato ogni dubbio.
Invece di dire che non è più collegabile ai partiti perché l’ultima tessera l’ha avuta 20 anni fa avrebbe dovuto argomentare un po’ le tempistiche della fuoriuscita avvenuta pochi mesi fa (e non solo) dalla Fondazione Caript che negli ultimi 10 anni, ricordo, ha gestito 130 milioni di euro e di cui lui era un esponente di spicco. Siccome nessuno dei quattro giornalisti ha fatto queste importanti domande (ne bastava una), ne provo a fare qualcuna io.
Siccome di Giovanni Capecchi i suoi sostenitori con 130 messaggi sotto un mio post sostengono che è a posto, non ci saranno problemi (per lui o la Fondazione) a rispondere a queste domande documentando e dandoci delle date, dicendoci i riferimenti statutari o i codici etici a cui si sono ispirati.
I dubbi principali sulla candidatura non riguardano la legalità formale (che solitamente viene verificata con estremo scrupolo dai legali quindi mi voglio augurare non sia un problema), ma l’opportunità politica e l’etica istituzionale.
Alcune premesse.
1. Il “Passaggio Diretto”. Capecchi è stato una figura di spicco della Fondazione. Il dubbio è che la visibilità e il prestigio accumulati gestendo risorse per il territorio (contributi a associazioni, restauri, eventi culturali) possano essersi trasformati in un “capitale elettorale” immediato.
2. I tempi di raffreddamento: il Protocollo ACRI-MEF suggerisce cautela, ma spesso gli statuti delle fondazioni locali prevedono l’obbligo di dimissioni solo all’atto della candidatura. Se le dimissioni sono avvenute a ridosso dell’annuncio, il “periodo di raffreddamento” reale è stato nullo o brevissimo. Ricordo che per definirsi non più un tesserato dei verdi ha detto che 20 anni sono un tempo sufficiente per non essere più collegabile a quell’esperienza. Ora non avrei chiesto 20 anni, ma neanche pochissimi mesi.
3. La rete dei firmatari: una delle critiche più frequenti in questi casi riguarda chi sostiene la candidatura. Se tra i primi firmatari o i sostenitori più attivi compaiono persone che ricoprono ancora ruoli in Fondazione o rappresentanti di enti che hanno ricevuto finanziamenti dalla Fondazione durante il mandato di Capecchi, si potrebbe ipotizzare un “conflitto di interessi di ritorno”.
Ecco altre domande per fugare ogni dubbio e per testare la sua “tenuta etica” sulla questione. La tempistica.
1) “Professore, lei si è dimesso dalla Fondazione nel momento in cui ha deciso di correre o solo quando la legge glielo ha imposto? Ritiene che il tempo intercorso sia stato sufficiente a separare il suo ruolo di ‘erogatore di risorse’ da quello di ‘cercatore di voti’?” Sui finanziamenti pregressi.
2) “Professore nel caso venisse eletto, come gestirebbe i rapporti tra il Comune e la Fondazione (di cui conosce ogni meccanismo interno), considerando che il Comune è spesso il principale beneficiario dei bandi che lei stesso, fino a poco fa, contribuiva a scrivere o approvare?” Sull’indipendenza dai sostenitori.
3) “Tra i suoi firmatari e sostenitori ci sono esponenti del mondo associativo e culturale pistoiese. Può garantire che nessuno di questi abbia ricevuto contributi straordinari o pareri favorevoli dalla Fondazione nel suo ultimo anno di mandato (per starci stretti stretti stretti)?”.
Blocco le risposte qui sotto onde evitare di ricevere risposte non ufficiali. Ma attendo una nota di Capecchi o della Fondazione. Così fughiamo ogni dubbio.
Io continuo convintamente anche per questo a sostenere Stefania Nesi. Ogni giorno che passa è sempre di più la scelta migliore per Pistoia. Non ci sono dubbi sul suo passato e sul suo presente. Premessa e requisito essenziale per fare il sindaco/la sindaca di una città. Aspetto qualche risposta o che la stampa ponga queste questioni. I cittadini che votano hanno diritto alle risposte per scegliere consapevolmente, per non pentirsene poi.
Scegliere è un affare serio!











