martedì, Settembre 8, 2026

Giovanni Capecchi: “Nella prima giunta farò approvare una delibera per il salario minimo negli appalti comunali”.

PISTOIA – Dalla zona industriale Sant’Agostino, dove ha incontrato alcune realtà produttive, Giovanni Capecchi, candidato sindaco alle primarie del centrosinistra, annuncia, nel caso in cui diventi sindaco, l’introduzione di una soglia minima di dignità pari a 9 euro lordi l’ora negli appalti e subappalti del Comune di Pistoia.
“Chi lavora per la nostra città – precisa Capecchi – nelle scuole, nei servizi sociali, nella manutenzione, nel verde, nei servizi affidati dal Comune, deve avere una retribuzione dignitosa. Nessun lavoratore impiegato negli appalti comunali deve essere pagato con salari da fame. Per questo, nella prima riunione di giunta, porterò una delibera chiara: negli affidamenti del Comune dovrà essere garantita una soglia minima di 9 euro lordi l’ora. È un impegno concreto per ricostruire una Pistoia fondata sul lavoro”.
A suo giudizio “non si tratta di una bandiera ideologica. È una scelta molto concreta che riguarda la vita di tante persone. Non possiamo chiedere servizi pubblici di qualità e poi accettare che chi li assicura venga pagato in modo indegno. In una fase in cui tante famiglie fanno i conti con salari bassi e costo della vita alto, il Comune deve dare l’esempio”.
La proposta si inserisce in una strada già aperta in Toscana e in altre città italiane.
Firenze ha introdotto il salario minimo negli appalti comunali e anche altri enti locali si stanno muovendo nella stessa direzione.
L’obiettivo, per Capecchi, è chiaro: usare fino in fondo gli strumenti che il Comune ha per contrastare il lavoro povero, i contratti pirata e il massimo ribasso scaricato sui lavoratori.
“Faremo una cosa – conclude Capecchi – semplice e seria: nei bandi del Comune indicheremo il contratto collettivo giusto, coerente con il settore e sottoscritto dalle organizzazioni più rappresentative. Verificheremo che le retribuzioni rispettino la soglia minima, rafforzeremo i controlli sugli appalti e apriremo un confronto stabile con le organizzazioni sindacali e datoriali. Il pubblico deve tornare a essere un esempio, non un luogo in cui si risparmia sulla pelle di chi lavora”.
Per Capecchi “una città che vuole essere più giusta, più forte e più unita non può accettare il lavoro povero nei propri appalti. Pistoia deve tornare a essere un luogo in cui lavorare significa vivere con dignità, non sopravvivere”.

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