PISTOIA – “Alvaro Boccardi, Valoris Poli, Aldo Calugi, Lando Vinicio Giusfredi. Tutti insieme non raggiungevano ottant’anni. Ogni giorno guardo in faccia ragazzi della loro età. Ragazzi che litigano, che ridono, che si innamorano, che non sanno ancora bene cosa faranno della vita. E ogni volta che passo davanti alla Fortezza Santa Barbara penso a un fatto: che loro erano esattamente questo, ragazzi. Con tutto davanti”.
È la prima riflessione di Giovanni Capecchi, candidato alle primarie del centrosinistra del 12 aprile dopo aver partecipato questa mattina alla cerimonia in ricordo del sacrificio dei quattro martiri della Fortezza di Santa Barbara a Pistoia.
Il 31 marzo 1944, ottantadue anni fa, vennero portati lì e fucilati. Avevano detto no alla Repubblica di Salò, no al nazifascismo e no a una guerra che non era la loro. Negli anni in cui dire no era la cosa più difficile del mondo.
Eppure lo fecero. Sapendo che quella scelta gli avrebbe portato via tutto.
“Ecco – commenta Capecchi – fare politica a Pistoia vuol dire anche questo: stare in piedi davanti a quei nomi e sapere che tutto quello che facciamo è un regalo di questi quattro ragazzi e di migliaia come loro.
Li abbiamo ricordati con una celebrazione importantissima. Ma l’onore più grande che possiamo far loro non è una cerimonia. È costruire la città per cui sono morti: libera, giusta, degna del loro coraggio. Per sempre, grazie”.







