giovedì, Settembre 10, 2026

Giuliano Madau, il criminologo che ha scelto la musica per trasmettere emozioni

di Elisabetta Branchetti

ALGHERO – Giuliano Madau è un ragazzo semplice che vive ad Alghero, in Sardegna. È laureato in giurisprudenza e ha un master in criminologia, ma la passione per la musica è sempre stata per lui una compagna inseparabile. È timido, sognatore e forse anche un po’ ingenuo. Crede fortemente nel potere della musica e nella sua capacità di curare l’anima delle persone.

Giuliano Madau

Quando ti sei avvicinato alla musica?

Come è capitato a molti ho avuto la fortuna di avere un pianoforte a casa, ricordo ancora che quando ci misi le mani sopra la prima volta, e avvenne subito qualcosa di magico. Mia madre, in particolare, notando questo, mi sprono’ a coltivare questa nuova passione.

Hai iniziato a suonare o a cantare?

Iniziai suonando il pianoforte e la tastiera, solo successivamente, all’età di 16 anni provai anche a cantare, perché nessun componente della mia prima band voleva farlo e allora presi coraggio e mi feci avanti.

Suoni anche la chitarra oltre il pianoforte, quale è lo strumento di accompagnamento preferito?

Suono entrambi gli strumenti da autodidatta, come si dice “a orecchio”, sia la chitarra che il pianoforte mi affascinano moltissimo, ma come ho già detto prima, forse con il pianoforte c’è un legame speciale.

Sei partito da solista facendo cover?

Ho iniziato a fare serate live in maniera piuttosto continuativa dall’età di 18-19 anni, nei piano bar di Ozieri, la mia città natale, facendo esclusivamente cover.

I Cover Garden

Quando è nato il tuo primo gruppo?

I Cover Garden nascono nel 2010, mi ero trasferito ad Alghero da qualche anno e cercavo qualcuno con cui poter suonare live, mi contattó Gianluca (il fondatore della band) e mi chiese se fossi interessato a diventare il cantante di un nuovo progetto che avrebbe avuto l’obiettivo iniziale di suonare nei vari locali presentando un repertorio principalmente improntato sul pop-rock britannico. Accettai con entusiasmo e il progetto da allora si mantenne in piedi per ben 12 anni.

Nel tuo percorso artistico, quando nasce l’esigenza di scrivere brani tuoi?

La mia prima canzone la scrissi a 16 anni, spinto dall’esigenza quasi “terapeutica” di dover esternare emozioni che probabilmente non sarei mai riuscito ad esprimere in semplici parole, essendo io di natura molto introversa.

Il tuo ultimo inedito L’Amore sottovoce, peraltro bellissimo, come è nato?

L’Amore Sottovoce è l’ultimo inedito eseguito con la mia attuale band, i Volume2, è stato prodotto dall’etichetta “Robadamattidischi” di Milano e mixato nei SoundRoom Studio Recording di Maurizio Pinna ad Alghero. Succede a “L’Ultima Canzone”, il nostro primo inedito, una ballad dai toni apparentemente molto cupi e malinconici, ma che racchiude nel suo significato un messaggio di grande luce e speranza. Volevamo che il nostro secondo lavoro fosse quasi un tributo alla nascita del nostro nuovo progetto band (infatti il nome “Volume2” è un riferimento alle iconiche musicassette degli anni 80) e pertanto che fosse ricco di sonorità ispirate a quegli anni. L’uso dei Synth nella parte ritmica e dei riverberi tipici mischiato alla semplicità del riff in pianoforte e degli arpeggi di chitarra rendono questo brano in grado di trasmette vibrazioni moderne e nostalgiche allo stesso tempo. Anche il testo fa riferimento ad un amore che potrebbe essere nato ora come negli anni 80. D’altronde la natura stessa dell’amore ha delle connotazioni senza tempo. Il testo parla di due giovani molto diversi tra loro, lei bella e sfuggente come “pioggia di un’estate”, lui introverso e orgoglioso coi suoi “sogni di cemento”, entrambi troppo giovani e confusi per capire e apprezzare la bellezza di quello che stanno vivendo. Anche il ritornello della canzone nella ridondanza delle parole “Lasciami” e “Salvami” fa trasparire la paura di entrambi di buttarsi senza rete e mano nella mano in un precipizio di cui non conoscono il fondo.

Di solito teniamo tanti sogni nel cassetto, tu quale vorresti realizzare a breve?

Il mio piccolo sogno in un certo senso si è già realizzato e si realizza sempre nel momento in cui chi, dal vivo o sui social, mi scrive frasi come “oggi ero triste e ascoltare la tua voce mi ha fatto compagnia e sollevato il morale”, credo che non ci sia niente di più bello e gratificante di questo per un artista. Diffondere buone vibrazioni a più persone possibile, fosse anche solo nel regalare ad ognuno pochi secondi di spensieratezza e felicità, questo è il mio sogno.

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