PISTOIA – Giulio Ciuti, giovane chef pistoiese, il prossimo mese di novembre o di marzo volerà a Sydney, in Australia, per partecipare alla fase finale della prestigiosa San Pellegrino Young Chef Academy.
Si tratta di un importante campionato internazionale di cucina, al quale partecipano giovani chef under 30 provenienti da tutto il mondo, dopo aver superato una prima fase di selezione. Dopo alcuni tentativi, quest’anno Giulio ha superato le selezioni e il suo piatto è stato scelto dalla giuria per prendere parte alla gara.

“È una bella soddisfazione – commenta Giulio – entrare in questo tipo di competizioni significa che stai facendo un buon lavoro, ed è uno stimolo in più per migliorarsi e dare il massimo. So già che sarà una gara di altissimo livello, con tanti giovani chef provenienti da ogni parte del mondo; la competizione sarà dura ma il mio obiettivo è prima di tutto quello di esprimere al meglio la mia idea di cucina, cercare di stupire con i miei piatti e crescere professionalmente grazie a questa esperienza”.
Da Pistoia a Sydney, passando per Firenze e Praga, la strada è stata lunga. Classe 1994, subito dopo gli studi superiori Giulio Ciuti muove i primi passi nel mondo della cucina partendo da un corso di panificazione e dal lavoro di panettiere in un forno di Pistoia.
“Anche se ho sempre avuto la passione per la cucina, ho cominciato quasi da zero – ricorda – quello di panettiere non è un lavoro facile, ci sono tempi e orari da rispettare, e lo stesso processo di panificazione è molto più complesso di quello che si tende a credere. È stata un’esperienza di lavoro che mi ha insegnato molto, soprattutto a livello professionale: è stato lì che ho imparato le basi della panificazione, i tempi della lievitazione, l’utilizzo delle farine, i segreti dell’arte bianca che ancora oggi mi sono utili e preziosi, perchè anche adesso, nel ristorante in cui lavoro, mi occupo della preparazione di pane, panini e focacce in tutte le loro varietà”.

Il passo successivo è stato l’iscrizione all’Accademia italiana chef, frequentata tra Empoli e Milano: una sorta di “master” di cucina che ha aperto a Giulio la strada dell’alta cucina e della ristorazione stellata d’Italia.
“Ottenere la qualifica di chef è stato un passo fondamentale – racconta Giulio – anche se ciò non significa avere subito un’intera cucina e una brigata sotto le proprie dipendenze. Anche la carriera degli chef prevede un periodo di gavetta e di progressiva salita dei vari gradi e livelli che ci sono all’interno della cucina di un ristorante stellato.
Così ho dovuto girare molto l’Italia, lavorando nelle diverse stagioni in ristoranti di Serravalle, Montecatini, Firenze, Padova, Orta San Giulio, Isola d’Elba, sempre alle dipendenze di un executive chef che sceglieva il menù e dirigeva la cucina. Ho avuto la fortuna e il privilegio di collaborare e lavorare con famosi chef stellati come Cracco, Cannavacciuolo e Alajmo”.

Da giugno 2021 Giulio, grazie alla collaborazione con un altro chef, si è trasferito a Praga dove oggi è executive chef del ristorante “Invitaly” presso Praha Vezenska. Giulio lavora con il suo secondo Daniel Mitroi, ex compagno dell’Accademia di Empoli, e insieme hanno sposato il progetto di questo ristorante: un ambiente molto stimolante che si è posto come obiettivo quello di crescere passo dopo passo, alzare il livello della cucina con il sogno di raggiungere, nel prossimo futuro, la stella Michelin.
Un riconoscimento ambito da ogni chef, che, come spiega Giulio, “non è solo la segnalazione di una guida, ma è la certificazione da parte di esperti del settore di una proposta culinaria originale, innovativa e di alto livello. La prima stella Michelin è personale dello chef, e una volta che è stata assegnata, ogni anno la guida marca visita per riconfermarla: pertanto è un continuo incentivo a fare bene e migliorarsi, non ci si può mai adagiare sugli allori”.









