venerdì, Giugno 19, 2026

Gli Amici della Forteguerriana: quindici anni di attività per promuovere e valorizzare la biblioteca

PISTOIA – Quindici anni di attività tra mostre, incontri, iniziative allo scopo di promuovere, valorizzare e far conoscere all’esterno i “tesori nascosti” della Biblioteca Forteguerriana, autentico “polo storico e culturale” della nostra città.

Un traguardo importante per l’associazione Amici della Forteguerriana, costituitasi nel 2011 grazie a un gruppo piuttosto eterogeneo per ambito professionale e percorso di studi, ma unito dalla frequentazione della biblioteca e dalla consapevolezza della rilevanza di questo ambiente per la cultura pistoiese.

Con una storia secolare alle spalle, un prezioso patrimonio librario con alcuni testi antichi e rari e una centralità anche geografica nel cuore medievale di Pistoia, la Biblioteca Forteguerriana non può essere considerata solo una biblioteca “storica” e un semplice ambiente di conservazione e deposito, utile per pochi studiosi specializzati o interessante per gli addetti ai lavori, ma uno spazio capace di valorizzare se stesso e di promuovere la cultura attraverso una serie di incontri, iniziative ed eventi.

“Da questo punto di vista, gli Amici della Forteguerriana trovano la loro identità nella biblioteca stessa – spiega Lorenzo Sergi, presidente dell’associazione – il punto fondamentale è il ruolo che si vuole dare alla biblioteca e l’approccio che si intende adottare nei suoi confronti. Per noi la Forteguerriana è un polo centrale di cultura pistoiese, non si può parlare di storia o di cultura a Pistoia senza fare riferimento a qualcosa che riguarda o che è legato alla Forteguerriana.

Questa convinzione è ciò che caratterizza l’agire dell’associazione, nata per volontà di un gruppo di persone che si sono ritrovate in questa idea: in questo senso un ringraziamento e un ricordo affettuoso va sicuramente ad Andrea Dami e Anna Venturi, due tra i soci fondatori che hanno contribuito in maniera decisiva alla nascita dell’associazione e hanno visto in essa l’opportunità per connettere la biblioteca con la cittadinanza pistoiese, e in particolare i giovani”.

Un’associazione, dunque, nata per “stare al passo con i tempi” e comunicare a tutti, e in special modo alle giovane generazioni, il patrimonio contenuto tra le sale e gli scaffali della Forteguerriana, un “bene comune” che appartiene alla città e che merita di essere conosciuto, valorizzato e condiviso. Nel concreto, gli Amici della Forteguerriana portano avanti una serie di azioni a supporto delle attività “straordinarie” della biblioteca, ovvero ciò che riguarda non il suo lavoro, ma il suo rapportarsi, relazionarsi e interagire con la cittadinanza e il tessuto culturale di Pistoia.

Una foto di qualche anno fa con il “gruppo storico” dei soci fondatori e dei principali promotori delle attività dell’associazione Amici della Forteguerriana

Gli Amici svolgono una funzione, potremo dire, di “mediatori” e di “comunicatori” aiutando la Forteguerriana a presentarsi e farsi conoscere al di fuori dei propri spazi: nel consiglio dell’associazione sono presenti professionalità e sensibilità diverse proprio allo scopo di favorire le attività di valorizzazione del patrimonio librario e documentario della biblioteca secondo un approccio pluridirezionale e multidisciplinare.

“È chiaro che con l’apertura della San Giorgio, biblioteca all’avanguardia che porta avanti moltissime attività e svolge una funzione fondamentale per tutta la comunità pistoiese e non solo – aggiunge Sergi – la Forteguerriana ha dovuto ripensare se stessa e il suo rapporto con la città: perso il ruolo di unica biblioteca pubblica, dove tanti pistoiesi da ragazzi hanno studiato, oggi costituisce uno spazio utilissimo per un’utenza variegata e di tutte le età, dal giovane studente universitario che sta preparando un esame o la tesi di laurea fino al ricercatore o allo studioso che stanno svolgendo una ricerca accademica.

La Forteguerriana da biblioteca generalista come era un tempo è diventata una biblioteca specialistica e quindi capace di attirare un preciso tipo di pubblico: tuttavia come associazione crediamo che essa non debba limitarsi a essere un luogo di studio e ricerca, o un museo delle più antiche e preziose collezioni librarie di Pistoia, ma abbia tutte le potenzialità per essere un centro propulsivo di cultura”.

Nel corso degli anni gli Amici della Forteguerriana hanno portato avanti numerose iniziative: l’organizzazione di cicli di incontri e conferenze con la partecipazione attiva degli studenti delle scuole medie inferiori e superiori pistoiesi, l’organizzazione di convegni sulla storia e il ruolo delle biblioteche, la promozione presso il pubblico delle raccolte “nascoste” della Forteguerriana e del suo patrimonio librario con i cicli di incontri “Un Fondo nel profondo”, l’attenzione verso i protagonisti della cultura pistoiese con giornate di studio dedicate a figure illustri come Marino Marini e Ferdinando Martini.

E per il futuro, quali prospettive e potenzialità si intravedono – e si auspicano – per la Forteguerriana? Secondo Sergi l’anno di Pistoia Capitale italiana del Libro potrà avere un impatto molto positivo su tutto il tessuto associativo legato all’ambito culturale, e ne sono testimoni le tante iniziative in programma o in corso di svolgimento che sono state inserite nel calendario della rassegna, a dimostrazione della vitalità dei soggetti che operano in città in questo settore e della varietà dell’offerta culturale.

Perchè queste energie non si disperdano è però necessario – e lo si invoca da tempo e da più parti – che si entri nell’ottica del “fare rete” tra le diverse realtà del mondo del volontariato e dell’associazionismo culturale, per costruire insieme progetti validi e duraturi, privilegiando la qualità rispetto alla quantità di eventi proposti. Bisogna uscire da questa cultura del “curare il proprio orticello” a discapito di tutto il resto che ruota attorno, spesso con associazioni che “si pestano i piedi” tra loro, ed entrare nell’ottica e nella volontà di un maggiore e più efficace coordinamento tra le varie realtà presenti a Pistoia.

“Per la Forteguerriana vedo un futuro sempre più radicato sul territorio – conclude Sergi – anche il fatto che la nostra associazione abbia tagliato il traguardo dei quindici anni di vita non è un fatto banale, significa che al netto di tutti gli impegni lavorativi e le attività professionali dei soci, c’è la volontà e l’intenzione comune di portare avanti questo percorso e di guardare con ottimismo al futuro della biblioteca.

Gli Amici si basano sul volontariato, spesso non è facile riuscire a gestire tutto al meglio e conciliare le attività dell’associazione con gli impegni di lavoro di ognuno, anche per me è una sfida dovendo fare la spola tra Pistoia e Viterbo per il mio lavoro di archivista. Però una cosa è l’associazione, un’altra è la biblioteca: credo che la Forteguerriana abbia ancora tantissimo da rivelare e far scoprire ai pistoiesi, è un luogo simbolico e allo stesso tempo fisico, centrale nella storia e nella cultura della nostra città.

E noi dobbiamo continuare a supportarla e sostenerla, comunicando all’esterno gli autentici tesori che questa biblioteca custodisce e cercando di tirare fuori le sue potenzialità”.

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