di Ilaria Lumini
PISTOIA – Cinque pazienti pediatrici oncologici ieri. Due pazienti pediatrici oncologici oggi.
Sette i bambini portati in Italia dalla Cross, la centrale remota operazioni soccorso sanitario di Pistoia. I bambini ucraini sono stati recuperati, con le loro famiglie, nella città polacca di confine Rzeszòw, dove è presente un ospedale e un team italiano di medici e infermieri partiti poco dopo lo scoppio della guerra.

Con aerei messi a disposizione dalla Regione Lombardia, il soccorso Cross di Pistoia ha trasportato, tra ieri e oggi, sette bambini malati oncologici e le loro famiglie, distribuiti poi negli ospedali di Milano, Brescia e Roma.
Gli aerei sono civili ma non si esclude in futuro i voli militari per l’emergenza Cross messi a disposizione dalla Guardia di Finanza.
Così come non si esclude il soccorso Cross per pazienti traumatizzati: militari e civili rimasti feriti nelle operazioni di guerra.

La Cross di Pistoia quindi, dopo aver salvato vite di pazienti colpiti dal Covid, ora si trova a salvare le vite del popolo ucraino. Quelle vite di pazienti impossibilitati, con ospedali nel loro Paese al collasso tra feriti ed emergenze, ad avere le giuste cure per le loro patologie.
La gestione della Cross la spiega il direttore, dottor Piero Paolini. “Sono sette i bambini che tra ieri e oggi, gli ultimi due circa 30 minuti fa, dalla Polonia abbiamo portato in Italia. Sette sono stati ricoverati, uno è stato affidato a una casa famiglia perché le cure, quotidiane, non necessitano di ospedalizzazione. Per adesso stiamo trattando solo pazienti pediatrici oncologici, ma non si esclude il paziente traumatizzato. Questi bambini, dall’Ucraina, con le loro famiglie arrivano in Polonia, a Rzeszòw, dove c’è un ospedale e un team di medici infermieri italiani, ora è presente il team Lombardia, poi seguirà quello del Lazio, fino al team toscano con gli specialisti del Meyer”.
E a Rzeszòw i pazienti vengono smistati negli ospedali di tutta l’Unione Europea. Ed è a Rzeszòw che i bambini malati aspettano la Cross, attivata dalla protezione civile nazionale.
Come detto, la Centrale di Pistoia ha a disposizione un aereo civile “ma non si esclude un protocollo con la Guardia di Finanza per il volo militare”.
E Paolini continua: “In Ucraina non ci possiamo andare e le nazioni confinanti non sono in grado di gestire le migliaia di persone con patologie che stanno scappando dalla guerra. Persone che necessitano di cure”.
Una pandemia e una guerra da affrontare in prima linea. “Chi se lo aspettava di affrontare una guerra nel 2022, in Europa. Questa è una attività che ci siamo reinventati perché una guerra, di noi medici e infermieri, chi l’ha mai vissuta? Con l’ansia che il conflitto possa travolgerci. Tutti siamo in grande tensione, ma c’è la volontà e la voglia di aiutare”.







