mercoledì, Settembre 9, 2026

Gli echi folk e country, il sound originale, il nuovo album: intervista a Carlo Rizzolo

PISTOIA – Giovedì 4 luglio il concerto dei Calexico alla Fortezza Santa Barbara, il primo di questa nuova edizione del Pistoia Blues Festival, sarà aperto dal folk country blues del cantautore e chitarrista Carlo Rizzolo.

L’artista vicentino si esibirà per la prima volta a Pistoia portando sul palco il suo nuovo progetto acustico e proponendo alcuni brani tratti dal suo ultimo album “Four Corners”. Rizzolo ha iniziato la propria carriera artistica fondando insieme a Luigi Zuccheri la GolDiggersBand e portando in giro diversi brani originali che poi nel 2018 sono confluiti nel suo primo album da solista, “Sorry for the Late Start”. Nel 2020 arriva la seconda prova “Green”, disco realizzato insieme alla band Rising Fall.

“Four Cornes”, uscito lo scorso mese di aprile, è stato anticipato dai singoli “Not Only a Father”, “Sitting Bull” e la title track.

Il cantautore e chitarrista vicentino Carlo Rizzolo

Hai mosso i primi passi nella musica suonando il pianoforte, per poi passare alla chitarra: che ruolo ha giocato in questo senso l’incontro con la musica di Neil Young?

“Out of the weekend” messa al giradischi per la prima volta quando avevo circa 16 anni mi ha letteralmente stregato. Quella sonorità semplice e precisa con una melodia originale ma soprattutto una tecnica nel suonare l’acustica molto stoppata sulle corde, mi ha letteralmente spinto a seguire e costruire qualcosa di personale. Ho sentito immediatamente l’esigenza di scrivere brani miei seguendo proprio quel caratteristico tocco di chitarra. È così che assieme a Luigi Zuccheri ho costituito la GolDiggersBand, proprio per dare vita a musica originale in stile folk e country, mettendoci dei contenuti che mi sembrassero credibili e coerenti con la mia visione del mondo.

Negli anni hai maturato e poi sviluppato la tua passione per il classic rock, il folk e il country americano: quali sono stati gli artisti che ti hanno maggiormente ispirato e influenzato? E cosa hai cercato di “aggiungere” in chiave personale e originale?

Di seguito il passo obbligato furono i CSN and Y che con il loro doppio inarrivabile “Four way street” hanno aggiunto quelle armonie fantastiche che diventeranno poi una mia “simpatica ossessione” (la si può evincere dal mio secondo album “Green”). Poi dal movimento no nukes ho scoperto il grande Jackson Browne, le cui sonorità acustiche miste ad elettriche hanno aggiunto alla mia creatività un tocco di potenza.

Non posso trascurare tra i tanti Jony Mitchell, ad oggi la cantautrice più ispirante che io abbia mai conosciuto, dotata di un gusto sopraffino e melodie sorprendenti come in qualche modo vorrei costruire anch’io.

Infine devo citare John Denver che con la sua voce pulita e il vibrato cristallino mi ha fatto sognare le terre sconfinate del Nordamerica e l’amore per la natura senza limiti. Ancora, James Taylor è stata un ‘influenza fortissima, sino addirittura ad Al Jarreau, che ho amato per la sua vocalità esplosiva.

Guardando la scena musicale italiana, ci sono artisti a cui ti senti più “vicino” o con i quali ti piacerebbe avviare delle collaborazioni o contaminazioni musicali in futuro?

Devo dire che in Italia se penso a un autore a cui mi sento vicino con una certa umiltà mi accosterei a Edoardo Bennato o Francesco De Gregori. Ultimamente sono rimasto molto affascinato dal meraviglioso lavoro artistico di Nicolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè; tra le voci femminili particolarmente amate vorrei citare Giorgia e Chiara Galiazzo. Ad entrambe pensavo quando scrissi “Nuovo Giorno” che compare nel mio ultimo album. Chissà se un giorno…

Da alcune settimane è uscito “Four Corners”, il tuo terzo album in studio. Da quale ispirazione nasce questo nuovo lavoro e quali sono i “quattro angoli” a cui fa riferimento il titolo?

Ho scoperto che il numero quattro è un “tormentone” piacevole e ricorrente nella mia vita: quattro erano i fondatori della GolDiggersBand, quattro sono i fratelli nella mia famiglia, quattro erano i CSN and Y, quattro sono i miei figli ma soprattutto quattro sono gli elementi di Madre Natura a cui ho dedicato un pezzo decisamente adeguato in questo ultimo album.

La copertina dell’album “Four Corners”, ultimo disco di Carlo Rizzolo

Il prossimo 4 luglio salirai sul palco del Pistoia Blues Festival in apertura del concerto dei Calexico: è la tua “prima volta” a Pistoia? Quali sono le tue sensazioni in vista di questo appuntamento?

Sempre a proposito di quattro: salirò sul magico palco di Pistoia proprio il prossimo 4 luglio, accompagnato da Cesky (fratello dalla sensibilità musicale unica) al banjo e chitarra 12 corde e voce assieme a Efrem Gaio (storico meraviglioso compagno di viaggio di avventure musicali passate) chitarra elettrica e voce. Un trio acustico che presenterà cinque brani che secondo noi si prestano all’occasione, intendendo immergere il pubblico in un’atmosfera acustica d’altri tempi non certo per nostalgia ma per ricerca di una qualità che purtroppo – complice il ruolo dell’elettronica – è sempre più rara.

Circa le sensazioni posso dire che sono eccitato e onorato poter prendere parte a una simile occasione e di certo conto anche di generare attorno al mio progetto artistico un interesse sempre maggiore.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI