mercoledì, Settembre 9, 2026

Gli elfi, il Covid e una comunità a cui tutto è consentito in barba alle leggi

PISTOIA – Scrivo, mantenendo l’anonimato in questo primo momento per evitare problemi con i miei figli, ma voglio sporgere denuncia agli enti locali predisposti alla tutela della salute del cittadino per quanto riguarda la “vostra valle degli elfi”, detta Avalon.

Alcuni nostri ragazzi, affascinati dalla vita selvaggia di queste persone, sono andati a visitare questa fantomatica valle degli elfi, uomini e donne che vivono in natura, senza servizi pubblici (una pala per scavare e fare i loro bisogni e poi buttare terra sopra: molto naif), però tutti con il cellulare (contraddizione ridicola e quasi patetica), niente doccia ovviamente e acqua fredda usata con un annaffiatoio, il che rende molto “vero” lo stile di vita. Si mangia tutti insieme, si è aperti all’accoglienza ed è ben accolto anche l’obolo richiesto quando un ospite lascia la valle. Si vive nella sporcizia dell’essenzialità, senza considerare che la natura è pulita, è candida e sopratutto rispettosa.

Comunità elfica (foto Varese News)

Stiamo affrontando un momento drammaticamente delicato, in cui il Covid ha ucciso e sta continuando ad ammazzare milioni di persone nel mondo. Gli elfi, ovviamente, negano la presenza del virus, pensano e sputano sentenze di cospirazione: nulla esiste né è mai esistito . E si vive senza uso di mascherina, con i colpi di tosse che rimbombano nella valle, con le febbri che vengono condivise durante le serate di pizzate comunitarie elfiche, con il contagio immediato trasmesso da bicchieri passati di bocca in bocca e da abbracci elfici.

Siamo ad agosto 2021. I ragazzi viaggiatori, ritornano entusiasti di questi incontri di vita “pateticamente” bucolica ed ecologica, basata su uno pseudo baratto (ma gli euro lasciati?), dove le donne partoriscono in casa, dove l’igiene è un’imposizione borghese, dove il tanto predicato rispetto per il prossimo e per la natura sono sfacciatamente schiacciati sotto una valanga di falsa ipocrisia che però i giovani diciottenni che passano malauguratamente di lì, non hanno ancora l’accortezza di accorgersene. Tutti in case occupate abusivamente, nessun controllo della polizia locale, tutto è ammesso e concesso.

E arriva il giorno che finalmente il gruppo di ragazzi decide di abbandonare questa valle farlocca, utopicamente una presa in giro per l’età ingenua dei giovani pellegrini. Ritornano ognuno nelle loro case e dopo una doccia di due o tre ore, è d’obbligo il tampone perché la legge, la civiltà, il libero arbitrio, il vero rispetto per il prossimo lo impongono: tutti positivi, alcuni con gravi sintomi.

La frase ripetuta più volte era “ma nella valle degli elfi, tutti avevano il Covid”. Mi domando dove siano i controlli, come mai noi viviamo con l’ossessione del Green Pass, anche solo per entrare in biblioteca o a bere un caffe e lì, senza alcun controllo vivono comunità col Covid, abusive e libere di contagiare chiunque si avvicini.

La polizia locale esiste? Come è possibile ammettere ancora nel 2021 e accettare forme di vita, falsamente selvagge, piene di contraddizioni, dannose e pericolose per la comunità?

Finché esisteranno comunitaà cosi – parlando strettamente del Covid -, positive al virus, che accolgono a braccia aperte i pellegrini che malauguratamente cascano nella loro rete, come si può pensare di debellare il Covid?

Non si parla di tribù sperdute nel centro dell’Africa, ma si parla di Italia, di Toscana, di provincia di Pistoia.

E’ scandaloso, è patetico tutto il siparietto legato agli elfi ed è privo di ogni principio di rispetto e di legalità.

La lettera non è anonima, il giornale conosce l’identità della persona che ha scritto queste considerazioni e che ci ha chiesto l’anonimato.

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8 COMMENTI

  1. Sono stata giovane, e ho vissuto la mia vita come meglio ho creduto, certo non avrei potuto unirmi a persone che usano la natura, per lavarsi, fare i bisogni, partorire, morire…… ribelle si, ma mai senza possibilità d’avere un medico, una sicurezza anche minima economica. Questo signore si lamenta che i figli si sono uniti per quest’estate al popolo degli Elfi, deve aver dato loro il permesso d’andare e pure i soldi per mantenersi. Se invece li mandava in un vivaio a sterrare, a spiantare, sotto il sole cocente di luglio e d’agosto, avrebbero imparato in fretta, che il “pane altrui, sa di sale”. Invece sta qua a lamentarsi che nessuna forza di polizia si addentri nella valle, che gli elfi non indossino mascherine, che si abbeverino tutti dal medesimo bicchiere, lo abbiamo fatto tutti….. a i miei tempi c’erano le comuni hippie, dove si praticava l’amore libero, dove si condivideva tutto. E neanche allora le forze di polizia entravano nelle comuni….ma sapevano tutto, chi eravamo, di chi fossimo figli……

  2. Questa persona che ha scritto questa lettera piena di odio è evidentemente invidiosa della libertà di cui lei è priva, a causa del governo che stiamo subendo. Invece di colpevolizzare chi vive appartato senza recare danni a nessuno, io mediterei su quale sia la REALE causa delle angosce di questa persona che scrive. Come prima cosa, suggerirei di spegnere la TV. L’ignoranza e la cattiveria sono molto più pericolosi del covid!

  3. Sono costretta a commentare questo articolo per la seconda volta perché la prima volta il commento è MAGICAMENTE scomparso, chissà perché.
    La persona che ha scritto questa lettera è piena di odio perché nutre invidia per persone che vivono appartate, senza recare danno a nessuno. Se davvero questa persona soffre per il Green Pass le consiglio di partecipare alle manifestazioni, invece che criticare persone che non influiscono in alcun modo sulla sua vita. Sono molto più pericolose le fake news che sentite alla TV o leggete su giornali da quattro soldi che il covid!

  4. Trovo molto triste leggere un articolo così, senza conoscere la realtà di cui sta parlando! Io ho vissuto 4 anni sono arrivata a 18 anni, è stata una delle esperienze più belle della mia vita (ora ne ho 40) e la consiglio a chiunque, soprattutto a diciottenni figli di papà! Profondamente formativa, si ha la possibilità di entrare veramente in contatto con la Natura, entrarci in simbiosi, imparare le erbe spontanee, le cure naturali, fare l’orto, fare i propri bisogni nella terra o nella compost toilet, molto più ecosostenibile ed igienico dei nostri comuni cessi dove si sprecano litri di acqua buona! La doccia calda c’è, e anche tutti i confort di cui uno ha bisogno per vivere una vita dignitosa! I bambini crescono liberi e felici. Tutti hanno le difese immunitarie alte (dimostrato dal fatto che il covid è girato e nessuno è stato ricoverato! Fiducia nel nostro corpo!) La Velle degli Elfi è composta da persone eterogenee, non si può dire “loro pensano così su questo o quello..” ci sono diversi individui ognuno con il suo pensiero. Per comunicare si usano metodi vari di comunicazione (molto più all’avanguardia delle caotiche assemblee di condominio!)..insomma è un posto magico, certo ci vuole un pò di coraggio per uscire dalla zona di confort e fare un’esperienza bucolica in comunità..ma c’è tanto da guadagnarci e da imparare! Per me è la mia Famiglia del cuore!
    Comunque di una cosa sono felice, che i ragazzi, figli della persona che ha scritto sono tornati entusiasti di questa esperienza, e questo dice tutto sul valore della Valle degli Elfi, su ciò che è veramente è, sulla sua accoglienza generosa, non chiede niente e da tantissimo.
    P.s. le case sono di proprietà soprattutto ad Avalon! Ignurant!

  5. Concordo totalmente, con il primo commento, e tra l’altro sono stati accolti da quella che forse è la più confortevole delle comunità elfiche.l’acqua calda c’è basta fare la legna per accendere il boiler, ma forse fa troppa fatica anche ha dei giovani, e l’acqua fredda d’estate specialmente non ha mai fatto male a nessuno. Per quel che riguarda il covid, nessuno gli ha invitati, né costretti a rimane, quindi liberamente hanno scelto di non seguire le norme covid, e da quel che si evince, dal racconto dei ragazzi, nonostante la presunta positività, nessuno era malato. Ricordo inoltre al genitore apprensivo che non meno di 60 anni fa in montagna e nelle nostre campagne si viveva così. Rinnegare il passato non è mai buona cosa. E come genitore mi farei due domande sui miei figli se hanno voluto fare questa esperienza e ne erano entusiasti. Forse gli agi e le comodità della città non sono di loro gradimento

  6. Per me ognuno può vivere come meglio crede.
    Ricordo con affetto il vecchio “blues” a Pistoia e il folklore degli elfi di allora.
    Una considerazione però concedetemela
    In tutti questi anni con quel badile avranno dissodato ettari di bosco,

  7. Io sono stato a trovarli lo scorso anno, agosto 2020, con moglie e figlia di 5 anni; non ho trovato sporcizia (certo non più di quanta se ne trovi regolarmente nei sentieri di montagna), non ho trovato cellulari (li avranno comprati nel frattempo…), non c’erano malati di covid (eppure il virus c’era anche l’anno scorso, magari nel frattempo qualche visitatore glielo ha portato…), nè tantomeno accattoni. Ho trovato invece accoglienza e riconoscenza (eravamo con lì con alcuni loro “vicini di casa” ai quali gli elfi hanno lasciato una caciotta di produzione propria per sdebitarsi del fastidio dato dalle mucche), ho trovato persone gentili con le quali è piacevole scambiare due chiacchere.
    Ed ho sentito il dovere di ringraziarli personalmente, perchè le case occupate abusivamente dagli elfi sono costruzioni vecchie di secoli, abbandonate dallo spopolamento della montagna e che gli “abusivi” hanno negli anni risistemato e salvato dal logorio del tempo.

    Mi lasci dire, caro Sig. Anonimo che forse un giretto da quelle parti dovrebbe farselo anche lei, forse ne uscirebbe arricchito, di certo avrebbe le idee più chiare su un argomento che ha dimostrato di conoscere poco.

  8. Comunque siamo liberi di vivere come vogliamo, che lettera orrenda, piena d’odio, ma che vi frega a voi come vivono loro? E i suoi figliuoli potevano stare a casa con Lei. Avere un genitore così 😔meglio gli elfi

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