PISTOIA – Come insegnante e come educatore che ha sempre creduto nella funzione insostituibile della scuola per la formazione delle giovani generazioni, desidero esprimere alcune considerazioni sulle recenti vicende, che hanno interessato la scuola pistoiese, con particolare riferimento alla sospensione del dirigente della scuola media “Bonaccorso da Montemagno” di Quarrata e di quella degli Istituti superiori “Einaudi e “Pacinotti” di Pistoia.

Intervengo non riguardo al comportamento dei due presidi – di cui in sede giudiziaria sono da accertare le responsabilità negli episodi a loro carico – ma sul silenzio assordante riguardo al momento gravissimo che attraversa la scuola, non solo quella pistoiese, ma quella italiana in generale. Mi ha impressionato in particolare la colpevole e totale mancanza di dibattito che, partendo dagli episodi citati, doveva mettere al centro quelle che sono da considerare le vere vittime – purtroppo “invisibili” – del degrado dell’istituzione scolastica ormai sotto gli occhi di tutti, a meno che non si voglia né vedere, né ascoltare, né parlare.
Emergono infatti nel primo episodio le condizioni dei precari, che conosco bene essendo in contatto con numerosi miei ex-studenti, che da incorreggibile “milaniano” ho spinto sulla strada dell’insegnamento e con molti dei quali sono rimasto in contatto, venendo a conoscenza delle loro umiliazioni e frustrazioni sia sul piano umano che professionale ed economico. Infatti, nonostante la passione e l’impegno, non sono compresi né considerati, costretti ad anni infiniti di precariato con numerosi esami e corsi di formazione (costosi e spesso fuori sede) per entrare in ruolo, con stipendi modesti con cui possono a malapena sopravvivere. Di tutto questo, non si parla né da parte dei media né dei politici in tutt’altre faccende affaccendati negli accoglienti salotti televisivi. Tanto più grave è l’indifferenza della Trimurti sindacale impegnata a conservare il suo ruolo istituzionale, ma non certo attenta alle condizioni dei non-garantiti.
Nell’altro episodio appare evidente come la scuola attraversi una crisi profonda sul piano educativo, della quale ci sono molti responsabili, dai social onnipervasivi a molti docenti, agli stessi genitori, diventati sindacalisti dei propri figli anche quando sbagliano; senza dimenticare le sciagurate riforme scolastiche introdotte negli ultimi decenni dai politici di entrambi gli schieramenti politici. Proprio nella scuola si formano e si costruiscono l’ identità e la personalità del giovane mediante il fondamentale rapporto sia con i coetanei che con gli adulti, che devono essere fonti costanti di etica e di autorevolezza. Il grande maestro di Barbiana lo dice con parole chiare e ineludibili per chi voglia davvero fare scuola: L’unica cosa utile è conoscere questi ragazzi e aiutarmi a educarli il meglio possibile.
Prof. Mauro Matteucci – Centro “don Lorenzo Milani” di Pistoia










