di Andrea Mori
PRATO – Sentirli pronunciare uno ad uno è un esercizio faticoso, eppure doveroso. Dietro a quei nomi e a quei cognomi infatti ci sono persone che, come noi, la mattina magari erano solite essere un po’ scorbutiche, il pomeriggio forse amavano, la sera probabilmente si rilassavano. Insomma vivevano. Ecco, la mafia ha deciso che tutto questo si doveva interrompere.

Ma ne vale la pena vivere un’esistenza del genere? Una che molto probabilmente farà finire chi l’ha scelta rinchiuso in un carcere, privato della possibilità di girare liberamente per il mondo (forse per sempre). E poi: cosa c’è di bello nel diffondere paura, nel ricattare, nel fare violenza?
La risposta a queste domande l’hanno data in maniera molto netta i tantissimi studenti di scuole medie e liceo, circa 800, che questa mattina hanno sfilato per le vie del centro suonando e mostrando cartelli, su uno dei quali era scritto, ad esempio, un provocatorio “Io vedo, io sento, io parlo”.
Ed è proprio su questo che l’Assessora alla Memoria, Chiara Bartalini, ha detto chiaramente come “la parola ha un grande potere, quello di libertà; dobbiamo ricordare l’eccezionalità di vite normali che hanno fatto con la loro esistenza cose meravigliose. Il 21 marzo è il giorno di primavera, quello in cui tutto rinasce – ha proseguito l’assessora, per poi rivolgersi direttamente ai giovani presenti –, voi siete il simbolo di una società che cresce, che si mostra, che si affaccia alla società civile: noi abbiamo bisogno di voi, della vostra parola, del vostro esserci.”
La Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, si è tenuta con tre giorni d’anticipo per permettere alle scuole di partecipare al raduno di Trapani. L’organizzazione della mattinata è stata curata da Libera e dalla presidenza del Consiglio Comunale. Presenti, oltre a istituzioni e studenti, anche i giovani che fanno parte del Consiglio Comunale dei Ragazzi.
E a proposito di Consiglio Comunale, anche il presidente di ‘quello degli adulti’ Lorenzo Tinagli ha speso qualche parola al microfono: “Si tratta di un impegno comune che riguarda ciascuno di noi, come istituzioni ma anche come cittadini, e il fatto che questa piazza sia piena di studenti vuol dire esattamente questo, significa che voi non siete soltanto ragazzi, ma anche persone che si impegnano quotidianamente per affermare cosa è giusto e cosa invece non lo è.”
“Nel 1995 iniziano le giornate della memoria nelle città italiane, il 21 di marzo, primo giorno di primavera – ha esordito Don Marco Natali, Responsabile di Libera Prato –. Sono oltre mille le vittime innocenti di mafia, tra cui 120 minori e 145 donne, a cui vanno aggiunte quelle per mano della mafia prima del 1961, non dimenticando gli oltre 300 morti vittime del terrorismo rosso e nero.” Tutti i loro familiari cercano e aspettano una verità completa che ancora non c’è, ha ricordato.
Su tutto una nota positiva: questa mattina il centro di Prato era più bello del solito, molto più bello.



