di Caterina Benini
PISTOIA – Venerdì il Piccolo Teatro Bolognini di Pistoia ha fatto da cornice a uno spettacolo capace di andare oltre la dimensione teatrale, trasformandosi in un’esperienza umana e collettiva di grande valore.

“Cercami in te”, ispirato alla vita e agli iscritti di Teresa d’Avila, promosso in collaborazione con la Fondazione teatri di Pistoia, la Fondazione MAIC e con il sostegno della Fondazione Caripit, ha emozionato il pubblico non solo per i suoi contenuti spirituali, ma anche per la forza del progetto che lo ha reso possibile.
A firmare la scrittura del musical, un gruppo di sei studenti del liceo classico Forteguerri di Pistoia tra cui Emma Tesi, già regista dello spettacolo su Edith Stein.
Il progetto, la cui idea ha cominciato a prendere forma tra i ragazzi dopo il viaggio in occasione del Giubileo, è stato incoraggiato e caldeggiato dal professor Pancaldo.
Un lavoro nato dall’impegno e dalla passione degli studenti, che hanno saputo confrontarsi con una figura complessa come quella di Santa Teresa d’Avila, restituendone non solo i tratti biografici ma soprattutto la profondità del suo percorso interiore.
Il cuore dello spettacolo rimane il viaggio nel “castello interiore”, simbolo del cammino spirituale della Santa, che conduce fino alla settima stanza, luogo dell’incontro tra l’anima e Dio.
Ciò che ha reso speciale questa rappresentazione è stato il valore umano e sociale del progetto.
Sul palco si sono alternati studenti e persone della fondazione MAIC, ragazzi e adulti con diverse problematiche e disabilità, che sono stati pienamente coinvolti nello spettacolo.
A ciascuno è stato riconosciuto un ruolo, in un lavoro autentico di integrazione che è arrivato con forza al pubblico, diventando una vera e propria lezione per tutta la città di Pistoia.
Emma, regista dello spettacolo insieme ai suoi collaboratori, ha saputo dare spazio a tutti, valorizzando ogni contributo.
Le persone della MAIC che non hanno potuto recitare, hanno partecipato attivamente, realizzando i numerosi “mattoni” che hanno dato vita alla scenografia del castello interiore: un elemento scenico unico, simbolico e profondamente significativo, nato dal lavoro condiviso.
Tra le novità più apprezzate di questo musical ci sono il coro, che ha accompagnato i momenti più intensi della narrazione amplificando l’emozione della scena, e le ballerine che hanno aggiunto un ulteriore livello espressivo. Attraverso la grazia dei movimenti e la forza dei gesti, hanno reso visibile la trasformazione dell’anima, traducendo in linguaggio corporeo il percorso spirituale di Teresa.
“Cercami in te” si è rivelato così molto più di uno spettacolo: un progetto educativo, artistico e umano che ha saputo unire giovani, esperienze diverse e sensibilità differenti, dimostrando come il teatro possa essere uno spazio autentico di inclusione e crescita.
Magistrale l’interpretazione di Santa Teresa d’Avila da parte di Giulia Carpita, che ha saputo sostenere il peso del ruolo con grande trasporto emotivo. La sua performance ha alternato recitazione e canto, mettendo in luce un’estensione vocale notevole che, in più momenti della serata, ha strappato lunghi applausi da parte del pubblico.
Il teatro, gremito in ogni ordine di posti, ha risposto con entusiasmo a uno spettacolo di altissimo livello, tributando un meritato riconoscimento a tutti i ragazzi coinvolti. Un successo che va oltre il risultato artistico e che testimonia la serietà e la dedizione con cui il progetto è stato portato avanti.
Prima dei saluti finali è intervenuto sul palco don Diego Pancaldo, che ha voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno reso possibile lo spettacolo. Nel suo intervento ha sottolineato più volte la giovane età degli studenti, molti dei quali prossimi all’esame di maturità, evidenziando come siano riusciti a coniugare l’impegno scolastico con un lavoro teatrale restituito con grande professionalità.
Un messaggio chiaro e forte anche per la città: ai giovani deve essere dato spazio, perché sono capaci di esprimere talento, impegno e valori autentici. “Devono puntare ai valori di vertice”, ha ricordato Pancaldo, lasciando al pubblico non solo il ricordo di una bella serata, ma anche uno spunto di riflessione profondo.











