mercoledì, Settembre 9, 2026

Grizzana. Nasce la Scuola della pietra e del costruito storico

di Giacomo Martini

GRIZZANA MORANDI (BOLOGNA) – L’Appennino custodisce un patrimonio unico di conoscenze costruttive, frutto della geologia del territorio e del saper fare di generazioni di scalpellini, muratori, architetti e restauratori. Per valorizzare questa eredità, formare nuove competenze e promuovere un’edilizia attenta al contesto, alla sostenibilità e al riuso, nasce la Scuola della pietra e del costruito storico dell’Appennino.

L’iniziativa rappresenta un nuovo punto di riferimento per artigiani, operatori edili e professionisti che desiderano acquisire competenze aggiornate sull’intervento nel costruito storico, con un approccio fondato sulla consapevolezza tecnica, il rispetto dei valori paesaggistici e una visione contemporanea dell’abitare. La Scuola sarà presentata lunedì 15 dicembre 2025, dalle ore 15.30, presso la Rocchetta Mattei, insieme a un’anteprima dei corsi in partenza da gennaio 2026.

“La Scuola della pietra nasce dall’ascolto attento del territorio e di chi vi lavora ogni giorno: artigiani, imprese, associazioni, tecnici e realtà formative che custodiscono i saperi dell’Appennino –  afferma il Sindaco di Grizzana Morandi, Franco Rubini –. Grazie a questo confronto abbiamo potuto definire un’offerta formativa solida, mirata e realmente ancorata alle esigenze delle nostre comunità, aprendo nuove prospettive per chi opera – o desidera operare – nel recupero del patrimonio edilizio e culturale”.

E’ il risultato di un percorso avviato all’inizio dell’anno, fatto di interlocuzioni, ascolto e confronto con i soggetti che da anni operano sul territorio e che conoscono profondamente i saperi, le tecniche e le competenze legate alla tradizione costruttiva appenninica. La loro partecipazione ha consentito di comprendere in modo puntuale la domanda e l’offerta locale, orientando la definizione di un’offerta formativa realmente contestualizzata e rispondente ai bisogni del territorio. Il progetto destina un intero filone alla formazione e alla trasmissione dei saperi costruttivi dell’Appennino e al recupero del costruito in chiave contemporanea, riconoscendo che la rigenerazione di un luogo passa attraverso la riscoperta e l’aggiornamento delle competenze che lo hanno costruito.

Si apre una stagione di estremo interesse culturale, storico e professionale in grado da una parte di avere recuperato la memoria storica, tecnica e lavorativa di un territorio che nella sua storia ha vissuto momenti fondamentali per lo sviluppo economico e sociale delle diverse aree appenniniche e dall’altra di trasmettere alle nuove generazioni arti e mestieri a rischio di estinzione che potranno offrire nel futuro occasione occupazione importanti.

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