mercoledì, Settembre 9, 2026

I 100 anni del Teatro Politeama

di Andrea Mori

PRATO – Cento tondi tondi sono gli anni che oggi compie il Teatro Politeama Pratese, andando così a segnare un secolo fatto di storia, arte e spettacolo che lo hanno reso nel tempo un punto di riferimento per la cultura della città: dalla sua inaugurazione nel 1925 con la “Tosca” di Giacomo Puccini fino alle produzioni contemporanee.

Ma partiamo dalle origini. 

Il Politeama

La storia del Politeama ha inizio nel primo decennio del Novecento, quando Bruno Banchini, noto atleta pratese, decise di trasformare un’area dietro Palazzo Leonetti in un’arena all’aperto, il Kursaal. Iniziativa questa che ottenne da subito un grande successo. Successivamente arrivò la necessità di avere spazio teatrale stabile e all’avanguardia, e così venne affidato il progetto all’ingegnere Emilio Andrè, il quale pose le basi per la costruzione di una struttura moderna.

Il percorso verso la realizzazione del teatro è però piuttosto tortuoso. La Prima Guerra Mondiale rallenta i lavori e le difficoltà economiche minacciano il completamento dell’opera. È solo negli anni ’20 che, grazie all’intervento dell’architetto Pierluigi Nervi, la costruzione riprende slancio. Nervi col suo lavoro introduce l’uso innovativo del cemento armato per la copertura, rendendo così il Politeama una struttura all’avanguardia per l’epoca.

Il teatro dunque diventa un punto di riferimento per la vita culturale pratese: qui vi è un’alternanza di opere liriche, concerti, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche. Negli anni vengono ospitati artisti di fama nazionale e internazionale.

Le difficoltà però sono sempre dietro l’angolo, per chiunque. Con la seconda metà del Novecento il Politeama vede un progressivo declino dell’attività teatrale che porta la struttura pratese a rischiare addirittura la chiusura negli anni ’80. Rischia infatti di essere trasformata in un centro commerciale, ma i cittadini non ci stanno: nel 1990 mettono su un comitato che si batte per il suo recupero, cosa che porta ad un lungo restauro e alla successiva riapertura del Politeama nel ’99, che torna così ad essere un punto di riferimento per la cultura pratese. Vittoria per i cittadini.

Il Politeama pratese

Ma veniamo al presente e ai 100 anni, per i quali il teatro ha in programma una serie di iniziative speciali. Tra queste vi è un allestimento innovativo della “Tosca”, la stessa opera che fece da inaugurazione della struttura nel lontano 1925. Si tratta di un progetto realizzato in collaborazione con la Camerata Strumentale di Prato, la Fondazione Teatro Metastasio e Manifatture Digitali Cinema, che vuole unire tradizione e modernità, offrendo uno spettacolo che renda omaggio alla storia del teatro guardando al futuro.

Un’altra iniziativa significativa è il concorso di idee rivolto agli studenti del Liceo Artistico Brunelleschi e dell’Istituto Professionale Marconi, che avranno l’opportunità di creare il nuovo format grafico che accompagnerà la comunicazione della stagione 2025-2026. Un modo questo per coinvolgere le nuove generazioni nella vita culturale del teatro e garantire continuità al suo spirito innovativo.

E il futuro cosa riserva al Politeama? Intanto investimenti mirati alla sostenibilità. Grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), infatti, il teatro sta installando un impianto fotovoltaico sul tetto, diventando così una tra le prime strutture teatrali in Italia ad intraprendere un percorso verso l’efficienza energetica. 

Insomma, dopo un secolo di storia si può dire che il Teatro Politeama continui ad essere un luogo di incontro, creatività e innovazione.

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