giovedì, Settembre 10, 2026

I Marilyn, la libertà di essere se stessi

di Elisabetta Branchetti

PISA – I Marilyn, tre anime in piena evoluzione tra musica e parole.

Mary la frontwoman e voce dai capelli rosa è l’animo eccentrico del gruppo. È colei che dà voce alla band con i suoi testi talvolta ironici, ma anche emotivi e pieni d’empatia. Sa essere molto divertente, ma anche risoluta e determinata quando si tratta della band. Ama mettersi alla prova giocando con la sua voce, ma anche con altri strumenti come il pianoforte, la chitarra e a volte qualche percussione. Da il meglio di sé in Live.

I Marylin

Gianlu è chitarrista, polistrumentista e produttore. Tra arrangiamenti e mani su ogni strumento, è il “nerd” dietro la magia che dà forma al sound della band. È in movimento continuo ma con calma apparente, sempre alla ricerca del prossimo riff perfetto.

Alex il batterista e percussionista è sicuramente la personalità della band che spicca in quanto “gusto” musicale, sempre pronto a tirar fuori idee a volte bizzarre, ma che si rivelano strepitose e fuori dagli schemi. Apparentemente è un po’ più distaccato e serio, ma in confidenza è quello che ti fa divertire di più. Con la sua precisione ritmica gli piace sperimentare sempre ritmi diversi, odia decisamente la monotonia musicale.

Come vi definireste come gruppo?

Ci piace definirci in un solo modo: liberi.

Come nasce il vostro progetto?

Il progetto “I Marilyn” nasce esattamente nel 2023, ma noi tre come gruppo siamo insieme ormai da anni, all’incirca dal 2016 quando eravamo dei ragazzini. La band è sempre la stessa: Mary la frontwoman alla voce e pianoforte, e i due fratelli Gianluca e Alessandro, il primo alla chitarra e l’altro alla batteria.

Come nascono i vostri inediti?

Ci lasciamo ispirare da circostanze o esperienze che ci circondando, a volte parte tutto da una ritmo, da una melodia o da un riff di chitarra, non c’è una logica o uno schema preciso. La cosa che ci caratterizza di più è che cerchiamo sempre di inserire un tocco di ironia, perché la vita è già abbastanza seria, no?

I Marylin

Il gruppo è nato con un altro nome?

Prima di diventare I Marilyn eravamo i Cubirossi, quella passata parentesi ci ha portati a vincere l’Emergenza Festival nel 2019 rappresentando l’Italia al Taubertal Festival in Germania e ad aprire i concerti di Morgan, Finley, Bambole di Pezza, Sonohra, Dari ed Elisa che ci selezionò per il suo Green Village. Nel 2023 abbiamo fatto un mini Tour in alcuni locali di spicco della penisola : dal Viper di Firenze al The Cage di Livorno, da El Barrio di Torino al Largo Venue di Roma, fino ad arrivare a condividere un concerto con Il Cile nel mese di aprile.

Con I Marilyn che esperienze avete avuto?

A metà dicembre abbiamo avuto la grandissima soddisfazione di entrare nella famiglia Kashmere, con la quale abbiamo in progetto di tornare Live a breve e in contemporanea stiamo continuando il lavoro in studio dei brani con Pio Stefanini e Stefano Francesconi. Inoltre stiamo pensando a collaborazioni interessanti per portare il nostro Sound ancora più lontano. Tenete d’occhio i nostri canali Social!

Avete cambiato rotta rispetto a quello che facevate in precedenza?

Ci permettiamo di dire che il nostro obbiettivo è quello di fare musica “fatta a mano” senza fronzoli o autotune, vogliamo essere noi stessi; quindi rispetto al progetto precedente abbiamo capito ancora di più che la nostra direzione è esattamente la libertà.

Quale sogno a breve vorreste realizzare?

Il sogno nel cassetto? Arrivare ad un pubblico sempre più grande e far cantare le nostre canzoni a chi non ci conosce ancora. Ma in generale, il sogno è quello di continuare a crescere come band, scrivere musica che ci rappresenti e, perché no, fare in modo che il nome de I Marilyn venga ricordato per il nostro stile unico e l’energia che mettiamo in ogni performance.

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