mercoledì, Settembre 9, 2026

I nonni “custodi” della memoria nel libro di Benedetta Pacini

PISTOIA – Un tuffo nel passato e nella Pistoia che fu attraverso i ricordi dei nostri nonni, testimoni preziosi delle memorie familiari e non solo.

È un interessante e coinvolgente “viaggio a ritroso” in anni che oggi ci appaiono così distanti e lontani quello compiuto dalla pistoiese Benedetta Pacini, docente e storica dell’arte, nel libro “I nonni ricordano” (Atelier Edizioni, 2019, euro 15).

Un percorso “intimo” e personale nelle “pieghe” della vita dei nonni materni, rivelatore di un forte legame affettivo che va oltre i semplici sentimenti, ma si sofferma a indagare i particolari che hanno segnato le esperienze di vita di nonna Nidia e nonno Gualtiero – quest’ultimo recentemente scomparso, ma ancora vivo e ben presente nella memoria di Benedetta grazie ai suoi ricordi.

Storie di famiglia non “esclusive”, capaci, al contrario, di attirare la curiosità e l’interesse dei lettori pistoiesi che in questo libro possono ritrovare un “pezzo” delle proprie memorie familiari: piccoli tasselli di un mosaico che ricostruisce e ricompone il nostro comune passato, del quale i nostri nonni – il riferimento è soprattutto a figure nate nel corso degli anni Trenta – sono stati protagonisti e testimoni.

La curiosità ci ha spinto a chiedere a Benedetta quando e come è nata l’idea della pubblicazione di questo libro.

Quando si parla di memorie e ricordi, prima della scrittura viene l’ascolto…

Infatti il libro non è stato concepito come tale, ma è stato il punto di arrivo “naturale” di un “ascolto” dei miei nonni che ho sempre fatto fin da piccola. Mi piaceva mettermi ad ascoltare le storie dei miei nonni: storie di guerra, vicende di famiglia, episodi curiosi o drammatici, ricordi del loro mondo e della loro giovinezza, che mi raccontavano quando ero seduta con loro sul divano, o che riuscivo a carpire dagli spunti nelle loro conversazioni. Si può dire quindi che il libro sia “venuto da sè”, grazie anche alla mia passione per la scrittura che mi ha aiutata e agevolata nella redazione delle memorie. Anche perchè ne avevo la necessità.

In che senso?

Dopo gli studi, nel 2012 mi sono trasferita all’estero e i miei nonni, da presenza familiare e quasi quotidiana, sono diventati una presenza molto più sporadica, che avevo modo di visitare e vedere di persona durante le vacanze natalizie e l’estate, durante i miei rientri a Pistoia. È in questo contesto che, mi pare fosse il 2015, ho sentito il bisogno di mettere “nero su bianco” la loro presenza, in un momento in cui sentivo molto la loro mancanza. Ho maturato l’idea di “intervistare” i miei nonni per creare una “dispensa di memoria” e conservare i loro ricordi come in un album di famiglia, dove al posto delle immagini ci sono le parole, le testimonianze, i racconti, gli aneddoti di vita vissuta. Nell’arco di due, tre anni ho registrato le interviste e i colloqui con i miei nonni e via via ho cominciato a trascriverli, cercando di mantenere inalterate le inflessioni e il modo di parlare per avere delle testimonianze il più possibile fedeli e aderenti alla realtà.

Benedetta Pacini, autrice del libro di memorie “I nonni ricordano”

Come è nata l’idea di trasformare queste memorie in un libro?

Nel 2018 sono tornata definitivamente a Pistoia e ho iniziato a parlare di questi ricordi familiari e del lavoro svolto con i miei nonni alla Biblioteca Forteguerriana, che ero solita frequentare per le mie ricerche in ambito accademico. Sollecitata da più parti, ho capito che potevo dare un respiro più ampio a questi “appunti di memorie” e che c’era un contesto fertile e accogliente per un libro sui ricordi familiari di due “nonni pistoiesi”. Editare il libro è stato molto facile: la struttura era già pronta e ben definita, ho solo aggiunto una prefazione, di cui si è occupata la storica Francesca Perugi, e una postfazione curata dal professor Giuliano Livi.

Che cosa può scoprire attraverso il tuo libro un lettore pistoiese?

Il libro, pur raccontando i ricordi di una famiglia pistoiese, rappresenta secondo me un piccolo mattoncino di memoria cittadina: spesso si sentono nominare le vie e le piazze della città, i nomi e i soprannomi tipicamente pistoiesi che nella “lingua popolare” prendevano il posto dei veri nomi “di battesimo”, i proverbi e i modi di dire, le tradizioni tipicamente locali. Quando vivevo all’estero, lontana da casa, rileggere queste memorie significava immergermi nella pistoiesità e nell’identità cittadina, e ammirare di lontano – sia come età anagrafica, sia come spazio geografico – un affresco della città che fu.

Chi sono i tuoi nonni?

Un aspetto interessante che emerge dal libro è il diverso ambiente sociale e familiare dal quale provengono i miei nonni materni. Nonno Gualtiero apparteneva a una famiglia di contadini: gente semplice, umile ma generosa, pronta a dividere la mensa con gli altri. Mio nonno trascorse la sua infanzia e adolescenza in aperta campagna, alla Collina di Vinacciano, prima di trasferirsi in città e aprire una piccola attività imprenditoriale: e proprio alla vita passata in campagna sono legati alcuni tra i suoi ricordi più nitidi. Nonna Nidia invece proviene da una famiglia cittadina, originaria di Monsummano: seconda di quattro sorelle, con un padre giocatore d’azzardo e talvolta violento, non ha trascorso un’infanzia facile.

La copertina del libro

Che effetto ti fa rileggere oggi queste memorie?

Mi colpiscono ogni volta i cambiamenti radicali nella politica, nella società, nell’economia e nella vita di tutti i giorni a cui i miei nonni hanno assistito nell’arco dei loro novant’anni di vita. Dall’infanzia segnata dal regime fascista, dalle bombe e dalle sofferenze della guerra, alla giovinezza vissuta durante il boom economico degli anni Cinquanta, fino agli ultimi anni segnati dalla rivoluzione digitale – sì, mia nonna ha Whatsapp! – si può dire che i miei nonni abbiano veramente vissuto più epoche, diversissime tra loro, in un’unica vita. E non vite straordinarie, anzi molto semplici e comuni: ma proprio per questo indicative dei cambiamenti e dei mutamenti che hanno interessato, con il passare dei decenni, Pistoia, l’Italia e il mondo intero. Stravolgendo la loro vita quotidiana: se ripenso ai loro ricordi di quando erano ragazzi, mi viene da pensare che non siano passati ottant’anni, ma secoli interi, tanto alcune cose appaiono lontane e distanti dal nostro vivere.

Un ricordo particolare?

Ce ne sono tanti, e riguardano molti aspetti di vita: la scuola, la guerra, la vendemmia, le feste, i giochi d’infanzia…l’elenco sarebbe lungo! Tra i ricordi che mio nonno era solito raccontare c’era quello di quando, nell’agosto del 1944, una mattina i tedeschi in ritirata minarono e fecero saltare in aria la chiesa parrocchiale di Collina di Vinacciano: all’improvviso la gente del paese sentì un “gran botto” seguito da una colonna di fumo. Fu un evento drammatico, soprattutto se visto con gli occhi di un bambino quale era mio nonno all’epoca: a quella chiesa – che sarà interamente ricostruita nel 1953 da Giovanni Michelucci – aveva legato alcuni tra i ricordi più belli come la prima comunione e i giorni di festa.

Che cosa ti ha lasciato la pubblicazione di questo libro?

Ritengo che oggi si sia perso un po’ il gusto nell’ascoltare gli altri, e in particolare i più anziani, veri testimoni del passato e custodi della memoria. Grazie ai ricordi dei miei nonni ho iniziato a dare valore a tante piccole cose, in apparenza insignificanti, che tuttavia contribuiscono a comporre una vita: e adesso ne sono pienamente consapevole. Perchè anche attraverso le vite degli altri noi conosciamo la propria.

Il libro Benedetta Pacini “I nonni ricordano” è acquistabile presso la liberia “Lo Spazio” in via Curtatone e Montanara a Pistoia.

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